L'IPNOTISMO PRATICO

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I. L'ipnotizzatore

1. — I mezzi d'azione.

Per ipnotizzare occorrono due persone: l'ipnotizzato e l'ip­notizzatore. Poichè questo libro insegna a ipnotizzare gli altri, l'ipnotizzatore siete voi.

Non è possibile che voi nasciate a ipnotizzare gli altri se non siete un individuo di forza magnetica.

La forza magnetica personale deriva da una educazione ri­sica e psichica costante, ostinata, tutta rivolta a migliorare le vostre qualità native (1). Non bisogna però credere che occor­rano forze innate straordinarie; ciò che conta è l'educazione, l'allenamento perseverante.

Un individuo magnetico può esercitare quattro azioni:

1° Una influenza e fisiologica, radio-attiva, detta Magneti­smo animale/magnetismo fisico o più semplicemente «Magne­tismo ».

2° Un'azione derivante dall'effetto che il suo aspetto este­riore produce sugli altri: il timbro della voce (2), la correttezza della sua tenuta (3), del suo portamento (4), ecc.

3° Una serie di impressioni  dirette esercitate  sullo spirito

(1)   Vedere Biblioteca HermesN. 65: Il Magnetismo Personale (L'arte di influenzare le persone a loro insaputa).

(2)  Vedere  Biblioteca Hermes N.  30:  L'Educazione della  Voce.

(3)  Vedere Biblioteca Hermes N. 22: L'Eleganza Maschile (Co­me si diventa un uomo raffinato).

(4)   Vedere Biblioteca Hermes N. 23 : Usi dell'Alta Società (Il galateo moderno).

delle persone colle quali si trova a contatto: la suggestione, il cui mezzo principale è la parola combinata secondo certe re­gole, e i cui mezzi accessori sono il fascino dello sguardo (1), della fisionamia, i gesti, ecc.

4° Finalmente un' invisibile azione telepsichica posta in opera a distanza, mediante la volontà e il pensiero(2).

Convincetevi bene sin d'ora che in tutti gli esperimenti, dai più semplici ai più complicati, bisogna sempre far agire insieme tutte queste attività, in modo da esercitarle armonicamente e prendere l'abitudine del loro maneggio.

I   mezzi d'azione che si usano nella pratica ipnotica sono quattro:  lo sguardo, la parola, il gesto, il pensiero.

Lo sguardo.

Fissando intensamente e a lungo una persona suggestiona­bile si riesce a paralizzarne la volontà, ad affascinarla. La fasci­nazione si ottiene ancor meglio se il soggetto viene fissato non negli occhi ma alla radice del naso, fra i due occhi. Perchè lo sguardo produca un effetto più irresistibile è necessario che l'operatore domini il battito delle palpebre e che nella fissazione. oltre a tenere gli occhi molto aperti e senza alcun movimento, eviti di distogliere lo sguardo, anche un solo istante, dalla radice del naso del soggetto. L'allievo ipnotizzatore dovrà allenarsi, sia studiandosi di dare ai propri occhi una straordinaria potenza espressiva, ciò che otterrà colle norme indicate nel vol. Occhi Fascinatori, sia applicandosi a mantenere lo sguardo fisso per un tempo sempre più lungo, ciò che otterrà usando la Palla Ipnotica  (vedi pagina 37).

La parola.

Il  fatto di presentare con insistenza alla mente di una per­sona l'idea che le si vuol far accettare, ha per conseguenza l'ac­cettazione e la realizzazione di questa idea. Ma perchè ciò ac­cada, l'idea deve essere presentata badando:

1)  alla scelta dei termini, che devono essere alla portata dell'intelligenza del soggetto da ipnotizzare;

2)  alla maniera di parlare, cercando cioè di esprimersi con convinzione e sicurezza. Il pensiero che volete, che dovete esse­re ubbidito, darà alla vostra voce il calore necessario per con­vincere.

(1)  Vedere Biblioteca Hermes N. 2: Occhi fascinatori.

(2)  Vedere Biblioteca Hermes, N. 41: La Telepatia (Lettura e trasmissione del pensiero).

Il gesto.

Si chiamano passi i gesti fatti sul soggetto allo scopo di proiet­tare su di lui la forza magnetica emanante dall'operatore. Per ottenere tale risultato si distinguono quattro operazioni diverse che qui enumereremo.

1° « Caricare ». Significa accumulare su tutto o su parte dell'organismo del magnetizzato gli effluvi magnetici emanati dal magnetizzatore. L'azione del « caricare » si effettua mediante dei passi eseguiti lentissimamente, dall'alto in basso. Questi pas­si comprendono tre tempi:

a) Lasciar cadere le braccia lungo il corpo e chiudere i pugni;

b) portare i pugni così chiusi all'altezza della radice dei capelli del soggetto;

c)aprire i pugni, e dirigere le dita verso la superfìcie della pelle, press'a poco perpendicolarmente e discendere lentissi­mamente sino all'epigastro mantenendo le punte delle dita a tre centimetri di distanza dalla pelle. Aver cura di tenere rilassate le articolazioni della mano, del gomito e della spalla durante questi tre movimenti. (Abbiamo qui indicato per fissare le idee, l'esecuzione di un passo dalla testa all'epigastro; ma, come ve­dremo, il tragitto di un passo varia secondo l'effetto cercato).

2° « Liberare » tutto o in parte l'organismo prima cari­cato. L'azione di liberare si effettua mediante passi analoghi ai precedenti, ma rapidi anziché lenti e distanti da sette a dieci centimetri dalla pelle.

3° « Fissare » in un punto, condensare in una piccolissi­ma superficie la maggior quantità di energia magnetica possi­bile. L'azione di fissare si effettua presentando tutte le dita di una mano riunite in un punto verso il luogo su cui vuol agire (imposizione digitale).

4° « Disperdere » l'eccedente di attività spontanea o pro­vocata di un punto dato. L'azione di disperdere si effettua me­diante un movimento simultaneo delle due mani, nel senso tra­sversale. Questo movimento si decompone così;

a)  lasciar cadere le bracica lungo il corpo e chiudere i pugni;

b)  condurre i due pugni chiusi uno a destra e l'altro a sinistra del punto che è oggetto della dispersione da rea­lizzare;

c)aprire i pugni e scostarli lateralmente e abbastanza ra­pidamente su una stessa linea orizzontale, colle dita rivolte quasi perpendicolarmente verso la superficie del corpo. Questo passo trasversale deve essere ripetuto un certo numero di volte prima di ricavarne il suo effetto.

A questi procedimenti generali i magnetizzatori aggiungono l'azione dell'alito, dell'imposizione delle mani e delle applicazioni.

Lasciando cadere dolcemente lo sguardo su un punto dato del corpo (senza alcun sforzo fascinatore), si dirige verso que­sto punto l'ondulazione magnetica esteriorizzata dagli occhi. Come l'occhio, il soffio proietta attivamente l'agente magnetico, e da ciò deriva l'uso che se ne fa in terapeutica. La liberazione digitale ha sede in alcuni tanto sulla superficie palmare che all'estremità delle dita. Se ne tien conto imponendo la mano, vale a dire tenendola a qualche centimetro dalla superficie da magnetizzare o applicandola su questa superfìcie.

Dal punto di vista della polarità, si possono avere due ma­novre inverse: la messa in contatto di due parti del corpo si­milmente polarizzate (due regioni positive o negative) e la messa in contatto di due regioni contrariamente polarizzate (un nega­tivo e un positivo). Queste due azioni hanno degli effetti oppo­sti. Così il contatto di poli dello stesso nome (per es. la vostra mano destra collocata a destra o in mezzo alla fronte di un soggetto) respinge, eccita l'attività organica, contrae i muscoli della regione influenzata, e se la ricettività del magnetizzato lo permette, determina il sonno magnetico. Inversamente l'opposi­zione di due poli differenti (supponiamo la vostra mano sini­stra posta a metà o alla destra della fronte del soggetto) attira, calma, paralizza o sopprimo la contrazione) e risveglia dal sonno magnetico.

Noi possiamo riassumere queste cognizioni in due leggi suc­cinte così formulate:

Le opposizioni dei poli dello stesso nome, respingono, con­traggono, eccitano e addormentano. Le opposizioni dei poli di nomi contrari attirano. calmano, paralizzano e risvegliano.

Osserviamo che le opposizioni di poli d'uno; stesso nome han­no un effetto analogo all'azione di «caricare» già descritta, men­tre le opposizioni di poli di home contrario hanno un'azione analoga a quella di « liberare ».,

Le azioni polari non si rivelano che su una minoranza di persone sensibili: esse devono quindi venir considerate come dei sussidi alle pratiche ipnotiche; ma in ogni caso si dovrà sempre ricorrere ai procedimenti d'azione generale.

Il pensiero.

La suggestione mentale, da noi ampiamente studiata nel vo­lume La Telepatia, è una vera potenza capace di aiutare l'otte­nimento del fenomeno desiderato. Bisogna dunque fermamente volere ciò che si attende dal soggetto e non pensare che a quel­lo, ripetendo nell'immaginazione l'azione suggerita. Ne vedremo più avanti l'applicazione pratica.

2.  — Le condizioni del vostro sviluppo.

Prima di tentare una ipnotizzazione dovete esser certi: 1° di comprendere bene ciò che desiderate di ottene; 2° di conoscere punto per punto in tutti i particolari, le parole, i gesti, gli sguardi, le suggestioni mentali che occorrono a ciò.

La pratica non è solo una questione di volontà, ma anche dì abilità. Quando avrete eseguito un certo numero di volte le istruzioni concernenti un'esperienza, il meccanismo delle parole e dei gesti, messo in moto automaticamente dalla vostra libera­zione, non vi richiederà più un grande sforzo, ma lo compirete quasi inconsciamente. E' allora e solo allora che potrete agire; mentre prima una parte della vostra energia andava dispersa, impiegata nell'attenzione necessaria a pronunciare le parole ed eseguire i gesti richiesti dalla tecnica operatoria.

3.  — CCome prepararsi alla pratica.

Anzitutto bisogna imparar a memoria e perfettamente le for­mule di suggestione, in modo da poterle enunciare senza esita­zione, automaticamente.

La minima indecisione da parte vostra può rompere il fa­scino, cambiare il corso delle impressioni del soggetto, lasciargli la facoltà di «riprendersi» e di analizzarsi.

Studiate dunque a memoria Je formule in corsivo di que­sto corso.

Quando saprete bene le formule di suggestione verbale, im­parate i diversi movimenti. Ripeteteli su un soggetto immagina­rio o anche su un amico compiacente e discreto.

Quando avrete fatto qualche esperienza, ripassate le vostre lezioni, cercate se avete tenuto ben conto delle istruzioni date e incidetevi nella memoria per la prossima volta ciò che avete dimenticato.

Se durante un esperimento le parole vi mancano per difetto improvviso di memoria, non turbatevi e mantenete silenziosa­mente la vostra posizione; avverrà allora che il seguito delle pa­role da pronunciare vi tornerà quasi subito in mente.

4  — Sapere e volere.

Quando saprete bene « come lare », vi occorrerà ancora di « voler fare ». Accostando il soggetto dovrete sentirvi animato dalla più intensa determinazione di influenzarlo esattamente come desiderate.

Non abbiate dubbi o timori, non lasciatevi suggestionare da­gli astanti. Se anche non vi sentite completamente a vostro agio. fate uno sforzo: voi dovete potere.

Per spiegarci bene vi ricordiamo che cos'è un dominatore. Il dominatore è un individuo animato costantemente dall'idea attiva che egli deve ottenere dagli altri ciò che vuole. Quest'idea lo rende indipendente e refrattario alle influenze esterne. Egli non è mai intimidito, nemmeno al cospetto di una personalità assai superiore a lui per meriti, posizione sociale, ecc. ecc. Egli parla nettamente e guarda con franchezza. Tutto pieno dell'idea che cerca di imporre, non arretra davanti alle obiezioni e alle contraddizioni. Il suo atteggiamento mentale è fìsso, fermo, sostenuto.

Coloro che non sono dotati di un così energico impulso de­vono imparar a volere metodicamente, ragionando, cioè tenendo presenti allo spirito le ragioni che si hanno di voler trionfare e l'opportunità di compiere questo sforzo incominciando coll'im­porsi un atteggiamento volontario. Allenandosi ad acquistare tale atteggiamento, si arriva a mantenerlo incoscientemente (1). Se dunque siete più o meno timido, impressionabile, compene­tratevi della superiorità che vi conferisce la conoscenza pre­cisa della tecnica dell'esperimento che volete eseguire e intra­prendetelo energicamente. La timidità vi impedisce mediante una impressione che vi trascina all'inerzia: contrastatela prendendo un atteggiamento risoluto.

(1) Vedere Biblioteca Hermes N. 42: L'Educazione della Volontà.

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