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Appendice
Dieci anni sono trascorsi dalla
prima edizione del presente volumetto, senza che il metodo d'i
Auto-ipnotizzazione abbia perduto alcunché del suo valore. Siccome però
desideriamo che i lettori della Biblioteca Hermes siano ragguagliati sui
progressi delle scienze psichiche, daremo qui un brevissimo sunto del volume del
Baudouin, considerato oggi il più efficace interprete delle teorie del
dott. E. Coué fondatore della nuova scuola di Nancy (1).
Come è noto, il
Coué riduce ogni suggestione a un'auto-suggestione; vale a dire, anche nel
caso della suggestione ipnotica, ciò che ha effetto non è la
parola, il comando dell'ipnotizzatore, ma l'autosuggestione dell'ipnotizzato.
Il dott. Coué sostiene poi - in armonia colla Christian Science americana
e coi guérisseurs delle campagne francesi - che l'autosuggestione
può essere impiegata non solo per curare le storture mentali, ma anche
nei casi più nettamente organici (metrite, tubercolosi, enterite,
eczemi, dolori reumatici, anchilosi, ecc.).
La suggestione può essere
definita la realizzazione sub-cosciente d'una idea. Vale a dire, la
realizzazione dell'idea che il soggetto si è suggerito, avviene all'insaputa
del soggetto stesso. La suggestione può essere spontanea o riflessa
(autosuggestione) oppure provocata (eterosuggestione).
La condizione psicologica
necessaria di ogni autosuggestione e l'intensità dell'idea,
intensità che è sopratutto un effetto dell'attenzione. L'idea
che tende a realizzarsi è quella sulla quale l'attenzione si è
particolarmente concentrata. Nel fenomeno suggestivo si hanno dunque tre tempi:
1.° Idea di una modificazione;
2.° Lavoro di realizzazione,
incosciente per il nostro io attuale;
3.° Comparsa della modificazione pensata.
Abbiamo dunque i due capi della
catena: principio e fine, idea e
realizzazione; ma il
mezzo, il come
ci sfugge.
Le suggestioni spontanee possono
essere di tre specie: rappresentative, affettive, attive o motrici.
La suggestione è
retta dalla legge di finalità : ogni stato che accaparra fortemente
lo spirilo, tende a esteriorizzarsi in qualche modo ; è una energia
concentrata che vuole espandersi. In questo processo gli elementi
antagonistici, che potrebbero essere di ostacolo, diventano invece dei
collaboratori. Per un geloso le premure della moglie sono una finzione per
nascondere il tradimento. Nel campo dei giudizii e delle opinioni, l'opinione
udita e non controllata immediatamente si deposita nel nostro incosciente e a
poco a poco si trasforma in opinione nostra, cioè in credenza.
Questo è il principio
(1)
E. Baudouin. Suggestion et
autosuggestion. Neuchàtel, Delchaux et Niestlé S. A. Ed.
della propaganda politica e religiosa:
noi crediamo di avere delle idee nostre, ma esse sono per lo
più le idee del nostro giornale.
L'idea di una sensazione
di piacere o di dolore, l'idea di un dato sentimento tende a diventare questo
piacere, questo dolore questo sentimento. Esempio: la lettura di un trattato
di medicina da il sospetto di avere indosso un'infinità di malattie dicui si risentono i sintomi man mano vengono appresi. Bisogna sfruttare
questa legge con delle autosuggestioni negative e suggestionarsi che non si
prova dolore, stanchezza, ecc., o meglio che si e sani, leggeri, ecc. Nulla
predispone alla paura quanto «la paura di aver paura ». L'emozione si propaga
provocando l'imitazione dei gesti che servono a tradurla (ridete e diventerete
allegri: nulla predispone all'ottimismo quanto mantenere sollevati
volontariamente gli angoli della bocca) Quando dunque temiamo di lasciarci
trasportare dall'ira, imponiamo a noi stessi l'impassibilità fisica e
non un atteggiamento di sfida.
Pensare un
sentimento è, in tutto il rigore del termine, incominciare a provarlo.
E quando l'idea di un sentimento si attarda nel nostro spirito, quando la
nostra attenzione vi ritorna senza tregua possiamo considerare la nostra idea
come un ordine e come una profezia: il sentimento finirà presto o tardi
per comparire nella sua pienezza. Secondo Pascal,
a forza di segnarsi coll'acqua benedetta si diventa credenti. L'idea fissa
è una passione (da patire: restare passivo). La maggior parte
delle passioni sono effetto di imitazione incosciente: mode, passioni religiose, patriottiche.
Le abitudini, e specie quelle
cattive sono autosuggestioni spontanee, contro le quali si tenta invano di
lottare, giacche a dispetto del detto «volere è potere» lo sforzo
volitivo si rivolta sempre contro se stesso e giunge al contrario del
desiderio, e cio perche l'idea, la suggestione d'impotenza domina lo spirito e
lo sforzo andrà dunque nel senso di un'idea talmente dominante.
Ogni imitazione non
pienamente volontaria è una suggestione: lo sbadiglio, il riso
contagioso nelle assemblee.
Praticamente
si raccomanda dunque di sorvegliare le nostre auto suggestioni spontanee, di
controllare i nostri pensieri e non lasciar passare quelli che potrebbero
trasformarsi in suggestioni perniciose (idee di debolezza, di miseria, di
fatalità di malattia, ecc.) e di parlare dei nostri mali in tempo
passato ho dormito male e non dormo male, ecc.). Ma come
distogliere lo spirito dalle idee malefiche?
Mediante la suggestione riflessa.
Cambiamo l'idea quando
è cattiva, rinforziamola quando e buona. Sostituiamo
all'attenzione spontanea l'attenzione volontaria. Questo il facile
enunciato di una realizzazione non altrettanto facile. L'ostacolo principale
è dato dal fatto che nella suggestione volontaria, riflessa, manca l'emozione
viva che è l'ausiliario più potente alla realizzazione. Si
può stare volontariamente attenti
non si può
darsi un'emozione volontaria. Praticamente si gira la difficoltà ricorrendo all'aiuto
dell'imaginazione. Non è dunque un'educazione o rieducazione della
volontà ciò a cui dobbiamo tendere, ma a un'educazione
dell'imaginazione (1). Bisogna (al contrario di quel che comunemente si
pensa) realizzare una condizione tale in cui la suggestione desiderata
possa provocarsi col minimo sforzo, o, in altri termini, trovare un
equivalente dell'attenzione volontaria, uno stato in cui lo sforzo
volontario sia capace di mantenere fermo un pensiero nello spirito. Questo
stato è dal Coué e dal Baudouin chiamato affioramento del
sub-cosciente. Tale stato si ottiene mediante il « rilassamento fisico e
spirituale » che il nostro Corso insegna con ogni possibile chiarezza. Il
Baudouin raccomanda il « raccoglimento » ma con questa parola non intende la
meditazione, bensì il rilassamento totale (détente). L'abitudine
della « détente » deve dispensarci da quelle più nocive
dell'oppio, dell'alcool, del
tabacco.
Ottenuto il ((rilassamento» noi
faremo affiorare col minimo sforzo possibile l'« idea delle modificazioni
desiderate ». « L'auto-suggestione del risveglio e quella dell'istante in cui
ci addormentiamo sono particolarmente feconde: l'ultima in special modo,
perchè utilizza l'ausilio prezioso del sonno ». Ci perfezioneremo in
questa manovra facendone un'abitudine quotidiana, giacché « i muscoli dell'attenzione
come tutti i muscoli, contraggono delle abitudini che facilitano il loro
compito ». « La contenzione (o concentrazione) è il crocevia dove si
incontrano due strade opposte: l'attenzione e il rilassamento (détente). Essa
suppone insieme l'abitudine di stare attenti e quella di rilassarsi». (E
il nostro Metodo insegna le due cose).
L'autoipnosi sarà
facilitata da procedimenti di fissazione (vedere il nostro « Assorbimento
della Formula » e la « Palla Ipnotica »). Si può anche usare il
ticchettio d'un orologio, una cascata d'acqua, lo stillicidio d'un acquaio, il
rumore del mare, ecc.; fissare la luce debole di una lampada, l'effetto fascinatore
della fiamma vacillante dell'alcool in cui si sono fatti macerare durante 24
ore un pizzico di fiori di canape. Quando i nostri occhi sono stanchi
lasciamoli chiudere. Poco importa il procedimento scelto: il valore non
è nella ricetta che ciascuno può imaginare diversa, ma nel
principio: immobilizzazione dell'attenzione. Anche un'imagine mentale
può bastare all'occorrenza (imaginare p. e. il dondolio d'un alberello,
il rumore d'una cascata: vedere la nostra concentrazione sull'I, il segno
dell'infinito, ecc.). Nel vuoto mentale così formato evocheremo
allora l'idea che costituisce l'oggetto delle nostre suggestioni. Condensate
l'idea in una breve fase (ripetendola a voce alta o abbozzandola col
semplice muovere delle labbra).
Il Baudouin osserva finalmente che
si può ancora semplificare 1 autosuggestione in due sensi :
1.° Si può evitare di
dettagliare la formula (basta dire per
es. : Sto meglio sotto ogni riguardo - senza specificare altro).
(1) Vedere Biblioteca Hermes N. 42,
L'Educazione della Volontà e N. 55 L'Educazione della Fantasia.
2.° Si può allenarsi
all'isolamento in qualunque istante e circostanza: in un caffè
rumoroso, in tram.
Però la concentrazione
biquotidiana: mattina e sera, deve diventare una abitudine regolare e senza
eccezioni.
Osservazione importante :
trattandosi di guarireun male fisico, sarebbe
inopportuno suggerirsi : « E'passato » perchè il male presente smentirebbe la suggestione.
Bisognerà dunque suggerirsi: «Il male passa ». Bisogna ripetere
la formula rapidissimamente, in modo da esser presi nel suo turbine e non
frammettere un « Non passa :> fra un « Passa » e l'altro. Anche per dormire
bisogna ripetersi vertiginosamente : <( Sto per dormire ». E sopratutto non
dite mai: « Voglio dormire », perchè il solo fatto di evocare la
volontà interdirebbe il sonno. Non bisogna stancarsi, non bisogna dopo
due minuti fermarsi per verificare ingenuamente se dormiamo!
Ricordiamo che tutto
ciò che può ottenere l'eterosuggestione (sonno provocato)
può essere ottenuto anche dall'autosuggestione.
Fra una suggestione negativa e una
positiva bisogna sempre scegliere il sostitutivo più utile, più
logico, più facile. Si vedrà che è quasi sempre la
suggestione positiva. Per es. se siete tìmidi non dite: « Non sono
più timido » ma dite « Sono coraggioso » ; se siete un alcoolista, non
dite : « Non sono più un alcoolista », ma preferite affermare : « Sono
un astemio ». Il male si scaccia sostituendovi il bene. Non dite: ((D'ora in
poi saprò resistere alle tentazioni», ma dite : « Non ho più
tentazioni ; se anche volessi ricadere nei miei errori non potrei più
farlo ». Per un tic, la tosse, ecc., direte : « Il mio tic diventa
sempre più raro ; ben presto sarà scomparso ».
Nei casi organici, se soffriamo di
emorragie che durano abitualmente un quarto d'ora, fisseremo che il coagulo si
formi dopo tre minuti, poi che le emorragie non compaiano più. Per un
raffreddore che dura otto giorni, gli si comanderà di sparire in quattro.
Si fisserà a un ascesso il momento in cui deve scoppiare. Si faranno
sparire senza impiegare nessun altro, rimedio dei furoncoli, delle verruche,
poi delle varici, l'eczema. Si dovrà dire a se stessi che nessuno
conosce i limiti della suggestione, e che in ogni caso, bisogna sempre
ricorrervi.
Carne si vede - e questo è il
succo del metodo - 1 autosuggestione è agli antipodi della
volontà abituale. Ma essa giunge a risultati ancor più
sorprendenti. L'Abramowski (capo laboratorio dell'Istituto psicologico di
Varsavia) ha ricavato da una serie di esperimenti, questa conclusione, che l'energia
manifestata nella vita da una persona è in ragione diretta
della facoltà che questa persona li immergersi in uno stato di
autoipnosi.
N. B. - Il libro del Baudouin
contiene una terza parte dedicata alla suggestione provocata, ma questa esce
dal nostro argomento.
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FINE -
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