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La tecnica dell'auto-ipnotizzazione
NB. - Tutto il procedimento
dell'auto-ipnotizzazione, mai stato descritto prima di noi nella sua
compiutezza, deve essere scrupolosamente seguito nell'ordine qui stabilito
sotto pena d'insuccesso.
A facilitazione del
principiante, facciamo precedere un brevissimo schema della tecnica
auto-ipnotica. Tale schema che non sarà compreso da chi non abbia ancor
studiato il capitolo e provato a darsi almeno un'auto-ipnotizzazione,
servirà all'allievo volonteroso che desideri avere chiara
la visione complessiva del procedimento, prima d'iniziarne ogni singola parte.
Del resto la cosa
sembrerà complicata solo in principio. In seguito l'allievo non
avrà che da gettare un'occhiata sul sommario per ricordarsi automaticamente
tutta la tecnica dell'auto-ipnotizzazione. In un tempo ancora più
lontano l'allievo potrà auto-ipnotizzarsi senza il soccorso del libro.
Sarà bene però rileggere frequentemente il capitolo colla massima cura e darsi ogni tanto un auto-ipndtizzazione
osservando scrupolosamente ogni particolare.
Le auto-ipnotizzazioni
devono per regola farsi di sera, prima di coricarsi, nelle condizioni
più favorevoli d'isolamento e di silenzio. Sarà bene diminuire
l'illuminazione della stanza, riducendosi a una semplice penombra (p.
es. mediante una lucernetta a
petrolio).
Ecco ora lo schema:
1.
Rilassatevi.
2.
Respirate integralmente.
3.
Volete ipnotizzarvi?
4.
Predeterminate il soggetto.
5.
Esaminate il soggetto.
6.
Colorite il soggetto.
7.
Create la formula.
8.
Assorbite la formula.
9.
Coricatevi.
10.
Ipnotizzatevi.
11.
Addormentatevi.
1. Rilassatevi.
Incominciate dunque col
chiudervi nella vostra stanza, al riparo di ogni rumore e da ogni
indiscrezione. Se la luce della stanza è troppo viva, riducete
l'intensità della fonte luminosa.
Avendo tutto predisposto
(1), sedete in un'ampia poltrona, allentando tutti gli impacci che vi stringono
il corpo: busto, vesti, solino, ecc. Fate in guisa che nulla vi incomodi materialmente.
Voi dovete dimenticare il vostro corpo, per dare tutta la vostra
attenzione allo spirito.
Allora incominciate a
passare mentalmente in rassegna le differenti parti del vostro corpo: testa,
braccia, tronco, gambe, e le suddivisioni di queste parti: i gomiti e i polsi, le dita,
(1)
Si dovrà aver sottomano, già pronto, tutto quanto serve all'auto-ipnotizzazione, come è indicato
più innanzi.
le ginocchia, ecc. In ognuna di queste parti, e
precisamente ad ogni articolazione, voi risentirete una tensione, come una
specie di stiramento che contribuisce a dare rigidità al corpo.
Ora voi dovete allentare,
anzi, per dir meglio annullare questa tensione, in modo che il vostro corpo
risulti come un ammasso di parti senza alcun legame fra loro. Così le
braccia dovranno p. es. ricadere divise nelle loro tre parti: all'omero, al
gomito, al polso, come se queste parti non fossero unite tra loro che con un
semplice filo di refe. Le vertebre della spina dorsale dovranno snodarsi le une
dalle altre; le gambe ricadere pesantemente, le falangi delle dita divenire
indipendenti, ecc. Insomma voi non dovete sentire il vostro corpo più
teso di quello che non sia il corpo di una marionetta. Solo gli animali e i
bambini in tenera età offrono l'esempio naturale di un simile
rilassamento: l'uomo adulto, fatto nervoso dalla sua vita artificiale, è
sempre teso come una corda vibrante.
Non è possibile
giungere di primo acchito a un rilassamento perfetto: voi dovete fare varie
prove, e passare in rivista, come si disse, le varie parti del vostro corpo,
sorvegliando bene affinchè l'una non torni allo stato di tensione mentre
rilassate l'altra.
Ma non esiste solo un
rilassamento delle parti esterne del corpo. Se esaminate bene voi stessi,
osserverete che la lingua, la gola, i polmoni, gli intestini possono essere
tesi. Voi dovrete dunque rilassare ogni parte del vostro corpo, finche esso
divenga simile a quello d'un cadavere, e tale che senza il sostegno della
poltrona cadreste pesantemente al suolo.
Ridotti a questo stato di
completo rilassamento, voi dovete abbandonare totalmente il pensiero del vostro
corpo, annichilire in voi ogni sensazione organica, e non pensare che all'esercizio
successivo: la respirazione integrale.
2. Respirate integralmente.
Abbiamo già
spiegato al paragrafo 20 (pag. 14) che cosa si intende per respirazione
integrale e come debba eseguirsi tale esercizio.
Lo scolaro che ha
già imparato a respirare integralmente non avrà dunque che da seguire il nostro precetto.
Prolungate per 2-3 minuti
la respirazione integrale fino a renderla meccanica, prima di passare alla fase
seguente.
3. Volete ipnotizzarvi?
Una simile domanda
può sembrare assai strana all'allievo giunto sin qui. Affrettiamoci
dunque a spiegarne il significato importantissimo.
L'atto di volontà, come è stato ripetutamente constatato da
distinti fisiologi, presuppone tre condizioni psichiche: 1.° Sapere ciò
che si vuole. 2.°La possibilità di ciò che si
vuole. 3.° La sincerità e la verità del volere.
Esamiiniamo partitamente
ciascuna condizione.
Sapere ciò che si
vuole. -
Spesso si crede di sapere ciò che si vuole, senza rendersi conto che
l'idea è troppo imprecisa, fluttuante. In tal caso lo spirito non
può fissarsi su un'idea priva di corpo, e il risultato è nullo.
Dovremo perciò abituarci a formulare in una frase rappresentativa
ciò che vogliamo volere.
Nel nostro caso la formula è semplice: Voglio ipnotizzarmi!
La possibilità di
ciò che si vuole. - Questo secondo fattore si comprende facilmente. E'
inutile volere una cosa impossibile: lo spirito se ne accorgerebbe
rifiutandosi di fare uno sforzo che saprebbe già essere inutile.
Circa questo punto, il
nostro allievo non può nutrire alcun dubbio. Che sia possibile e che sia
facile cadere quasi istantaneamente in uno stato di auto-ipnotizzazione,
mediante la pratica del nostro sistema, non è una teoria, ma un fatto
provato e sperimentato da centinaia di nostri scolari.
L'allievo non ha quindi
che da dire a se stesso: - Sì, posso auto-ipnotizzarmi.
La sincerità e la verità del
volere. - Delle tre condizioni psichiche dello sforzo di volontà,
la sincerità del volere è
quella che più spesso
difetta, e si può ben dire che la maggior parte dei casi di cattiva
riuscita si deve a questa mancanza di sincerità.
Le cause sono molteplici:
anzitutto il dubbio che paralizza, il terrore di uno sforzo che spesso giunge
fino a una specie di sofferenza del « dover volere ». Abbiamo poi la classe di
coloro che « vorrebbero volere » ma all'ultimo momento si sottraggono all'atto
volitivo, e finalmente la classe degli incoscienti che si accontentano del «
tentativo di volere », e che cioè sono sinceri nel desiderio di volere,
ma non sanno decidersi a volere.
In sostanza l'allievo dovrà proporsi tre problemi successivi:
1.° Voglio
ipnotizzarmi! (non fare la tale o tal altra cosa, ma ipnotizzarmi).
2.° Posso ipnotizzarmi? - Sì! (1).
3.° Mi
decido a ipnotizzarmi. (Il trapasso fra le tre fasi
è questo: Sono qui per ipnotizzarmi, e siccome sono certo che
posso ipnotizzarmi, sono fermamente deciso a servirmi di que
sto mezzo curativo).
4. Predeterminate il soggetto.
Partendo dall'idea
generica di ciò che formerà l'oggetto della nostra
auto-suggestione, noi incomincieremo ad affacciare chiaramente al nostro
spirito il proposito che non abbandoneremo l'esame se non quando ci
sembrerà di averlo osservato sotto tutti i suoi aspetti. Questo compito
ci sarà stato facilitato dall'osservanza di quanto è esposto nel
paragrafo terzo.
Tale proposito, fermamente
fissato nel nostro animo, noi chiamiamo predeterminazione, cioè
determinazione preventiva che il soggetto sarà esaminato in tutte le sue
parti, in tutte le sue proprietà, sotto tutti i lati dai quali
può presentarsi.
(1) Anzi la
domanda non deve neppure sussistere. Lo scolaro dirà addirittura: Posso ipnotizzarmi, e
voglio ipnotizzarmi perchè posso farlo.
5. Esaminate il soggetto.
Dopo la predeterminazione,
scenderemo all'esame vero e proprio del soggetto dell'auto-ipnotizzazione.
Con ciò eoi
plasmiamo l'idea pura, o - per servirci del nostro paragone - diamo mano a
disegnare la tela che verrà successivamente colorita.
Quasi sempre, chi desidera
darsi un'auto-suggestione lo fa per dare a se stesso una qualità di cui
è sprovvisto, o togliersi un difetto che lo danneggia. Si può
dire anzi che i due casi non ne formano che uno. Si tratta sempre, insomma, di
perseguire un ideale di miglioramento.
Ora l'esame della questione comprende tre punti:
1.° Esame dello stato
attuale. - Definizione circostanziata del proprio vizio o difetto o
debolezza, rafforzata dalla rimemorazione e 'dalla visione chiara del danno che
tale stato ci procura.
2° Esame dello stato
futuro. -
Definizione circostanziata della virtù o pregio che vorremmo
acquistare, rafforzata dalla previsione dei vantaggi che tale stato ci
può procurare.
3.°Analisi di tutti i
mezzi che sono in nostro potere per abolire lo stato nocivo e conseguire lo
stato desiderabile.
Tale analisi dei mezzi
è ciò che gli studi anatomici e pittorici sono per l'artista. A
costui non basta avere davanti il soggetto o la tela su cui riprodurlo
mediante i colori, ma gli occorre una somma di conoscenze che nel nostro caso
raffiguriamo nell'esame del soggetto quale noi lo descrivemmo.
Se infatti un inesperto si
pone davanti lo stesso soggetto presentato al pittore, egli non vedrà
affatto tutto ciò che l'occhio esercitato dell'artista vi scopre. E
l'artista perchè vi scopre tanti particolari? Perchè ha una somma
di cognizioni provenutegli dall'abitudine di esaminare un soggetto pittorico
sotto mille aspetti. Così dunque l'esame del soggetto serve per darci i
mezzi per giungere alla sua integrazione.
6. Colorite il soggetto.
Affatto diverso è
invece il procedimento che dobbiamo seguire in questa terza fase della nostra
analisi del soggetto.
Noi dobbiamo ora non
più mettere a raffronto lo stato difettoso con lo stato che
desideriamo; ma, dopo aver cancellato completamente dal nostro spirito lo
stato difettoso, cosi come ci spoglieremmo di una veste sudicia, presentare
unicamente dinanzi alla nostra mente, all'anima nostra, la qualità
desiderata, non in forma statica, ma in forma dinamica; vale a dire, non come
una fredda raffigurazione obbiettiva ma come qualche cosa di immedesimato con
noi, ravvivando l'imagine colla previsione di tutto ciò che di bello, di
buono, di piacevole porta con sé il possesso di tale qualità (1).
Altro punto. Mediante un esercizio
di ginnastica psichica che il nostro allievo non troverà difficile, noi
dobbiamo progressivamente far passare questa visione dallo stato futuro allo
stato presente, vale a dire - dopo aver cancellato la memoria dello stato
difettoso - imaginarci già forniti fin d'ora delle qualità di cui
vogliamo ornarci, considerare noi stessi come dei privilegiati possessori di
tale ornamento.
Ecco in tal modo il quadro colorito e compiuto.
E' chiaro che la
suggestione a questo punto non può più essere che positiva, ad
esclusione di ogni forma negativa o anche semplicemente dubitativa.
L'allievo a questo punto,
non dirà più per esempio a se stesso :
-
Io non fumerò più; e nemmeno:
-
Io mi propongo di non fumare più; ma solamente dirà:
-
Io non ho mai fumato. Io non sono un fumatore. Io non ho
il vizio di
fumare, perchè mi
è impossibile fumare, perchè so che
l'astensione dal fumo significa salute, economia ecc.
(1) Rivedere
gli esercizi preliminari di eliminazione.
Questo diciamo per
spiegare la cosa. Ma in realtà più che una frase, l'allievo
arrivato a questo punto non avrà davanti a se che la visione concreta,
quasi diremmo un'allucinazione di se stesso, libero dal vizio dannoso, di se
stesso che passa imperterrito davanti agli spacci di tabacco, di se stesso che
non accetta la sigaretta offertagli dall'amico, di se stesso pieno della gioia
di sentire finalmente la freschezza del proprio alito, di vedere tornato il
colore sul proprio viso, di sentire il cuore battere regolarmente in petto,
ecc. Ecco la visione dinamica; diversa come si vede dalla visione statica.
Non giungeremo mai a
persuadere sufficientemente l'allievo della necessità di rinfocolare
ardentemente la nostra imaginazione, in modo che da essa si sprigionino quasi
scintille, vivide imagini di ciò che sarà e ciò che
vogliamo debba essere (1).
Quest'arte di creare scene
coll'imaginazione, o ideoplastica (Ochorowicz) nell'intento che esse si
verifichino nella realtà, venne già considerata da Paracelsius
come una magìa vera e propria. La maggior parte di noi - ripetiamolo
ancora - desidera troppo poco o in guisa così debole che non ne risulta
alcun sforzo cosciente. Siamo allora come calamite troppo deboli per attirare
a noi ciò che vogliamo. Bisogna dunque imparare a calamitarci
fortemente.
7. Create la formula.
Noi possiamo considerare
ora l'allievo giunto a un grado di suggestione che si può definire uno stato d'ipnotismo minore.
Ma noi vogliamo fare di
più. Noi vogliamo entrare nella fase ipnotica vera e propria.
Perciò a noi, come
all'ipnotizzatore, è necessario ricorrere all'impiego di una formula, di
uno schema fisso tale che possa venire facilmente assorbito dalle nostre
facoltà psichiche.
Le due regole generali che
devono governare la compilazione della formula sono queste:
(1) Vedere Biblioteca Hermes N.
55, L'Educazione della Fantasia.
1.° La formula deve
essere affermativa. - Noi non dobbiamo dire per es. : « Non sarò
più triste » ma « Sarò di buon umore ».
Anzi non dite neppure «
Sarò » ma dite « Sono ». Io sono allegro fin d'ora, fin da questo
momento, e non mi ricordo di esser stato in preda all'umor triste. Ed essendo
di buon umore, domani trasfonderò il mio buon umore, la mia gioia di
vivere in tutte le persone che avranno rapporti con me. Tutto ciò che la
gente considera come seccature, non sono che fatti naturali che bisogna
scrollarsi di dosso con la stessa semplicità con cui l'anitra giunta
alla riva si scrolla dal dosso l'acqua del fossato. Gli avvenimenti avversi non
possono toccarmi perchè io so che essi toccano solo le persone di umor
nero, mentre io sono di un naturale piacevole; comunicativo, ottimista.
2° La formula deve essere
brevissima. Voi dovete infatti concentrare il pensiero su una affermazione, per un
atto di fede. Tutto l'atto di fede del
popolo cristiano è concentrato in una sola parola: CREDO.
8. Assorbite la formula.
Stabilita la vostra
formula suggestiva, scrivetela su un foglio di carta in caratteri d'una
larghezza tale che possano essere visti da voi a non meno di un metro di
distanza.
Procedete allora così:
Disponete la carta
verticalmente sul tavolo davanti al quale siete seduti. Il foglio deve stare
in posizione verticale mediante un leggio o coll'aiuto di un libro, di un
sostegno d'altro genere. Il foglio deve trovarsi ad un'altezza uguale a quella
dei vostri occhi, e a una distanza tale che voi possiate leggerlo comodamente
stando col capo appoggiato allo schienale della vostra poltrona.
Davanti al foglio
disponete allora un bicchiere colmo d'acqua o una tazza colma di thè o
di camomilla o della bevanda da voi preferita.
Chi è abituato a bere un bicchiere di vino prima di coricarsi, può
benissimo adoperare tale bevanda. In ogni modo, però, la suggestione
deve farsi a mente lucida.
Modificate allora la fonte
luminosa della stanza in modo che essa vada a cadere colla sua massima
intensità sul foglio di carta e sulla superficie liquida, in guisa tale
che questa sia luminosa, abbagliante il più possibile. Tutto il resto della
camera deve rimanere immerso nell'ombra. Voi stesso dovete esser fuori del
cono di luce.
Disposta così ogni
cosa, sdraiatevi nella poltrona, chiudete gli occhi, procedete al rilassamento
muscolare (v. pag. 20) e iniziate la respirazione ritmica integrale (v. pag. 14).
Quando vi sentirete in uno
stato di perfetto abbandono, di quiete olimpica, quando la vostra respirazione
sarà divenuta perfettamente automatica pur rimanendo integrale, aprite
gli occhi e fissate intensamente la formula in modo che ogni parola resti
impressa profondamente nella vostra mente.
Immediatamente dopo letta
la formula o la frase, portate gli occhi sulla superficie liquida e fissatela
con tutta l'intensità di cui vi sentite capaci, nutrendo in voi il
pensiero che voi proiettate nel liquido le vibrazioni del vostro pensiero. Nello
stesso tempo voi dovete vedere apparire colla fantasia nella porzione luminosa
del liquido l'imagine della vostra persona dotata della qualità o
dell'aspetto che desiderate essa abbia (1).
Dovete vedere veramente
voi stessi, come l'Homunculus del mago Dottor Faust, agitarsi, inchinarsi,
sorridere, erigersi, assumere insomma gli esatti atteggiamenti che voi vorrete
avere all'indomani.
Questa visione luminosa non è certo una nostra fantasia:
(1) Se si tratta di una
qualità morale raffigurerete voi stessi dotati dell'aspetto
corrispondente a tale qualità, in virtù del noto parallelismo tra
le qualità dello spirito e l'aspetto fisico.Se vi riesce difficile imaginare il vostro fisico,
collocate vicino un vostro ritratto e proiettatelo modificato entro il
liquido, colla forza della suggestione.
sono secoli che i libri di magia tedesca parlano di
visione nel cristallo (hellsehen) (1).
Allora prendete la tazza
di liquido e bevetela lentamente, continuamente, coll'idea che le vibrazioni
gettatevi dentro dal vostro pensiero, tornano tutte in voi e circolano nel
vostro essere.
Perchè l'operazione
possa dirsi ben riuscita, voi dovete sentirvi alla fine di essa in uno stato di
calma felice, come se il compimento del voto espresso nella formula fosse
già avvenuto fin da quel preciso istante.
Raccomandiamo all'allievo
di studiare bene tutto questo paragrafo, di valutarne ogni sua parte. Il
successo dipende dall'esatta esecuzione, non solo materiale, ma spirituale.
9. Coricatevi.
Farete bene - potendo - se
procederete all'assorbimento della formula nella vostra stanza da letto, in
modo da dovervi muovere il meno possibile.
Ad ognimodoraccomandiamodinonlasciarvagaretroppo la mente, mentre vi
spogliate e vi ponete in letto, ciò che deve essere fatto subito dopo
l'assorbimento.
Durante
l'atto materiale dello spogliarsi e mettersi a letto, l'allievo non ha bisogno
di tener fisso il pensiero sulla sua autosuggestione. Sarà piuttosto da
raccomandare uno stato di inerzia mentale, paragonabile al rilassamento
muscolare. L'allievo procuri, in una parola, di riposare il proprio cervello,
di non pensare a nulla.
(1) Nel cristallo gli antichi
Maghi proiettavano non solo la propria imagine, ma anche quella dei loro nemici
o delle persone che desideravano aggiogare al loro volere e che, impressionati
in tal modo, restavano totalmente in loro balia. L'Istituto Hermes ha potuto
anche procurarsi dalla Germania e mettere in vendita palle ipnotiche, dischi ed
altri apparecchi d'auto ed etero-suggestione. La guerra pero ha disperso
l'Istituto corrispondente di Lipsia. Non ci è stato possibile sinora
riavere di tali apparecchi che uno solo, per fortuna il più importante :
la Palla Ipnotica (vedere l'Appendice in fondo al volume).
10. Ipnotizzatevi.
Eccoci finalmente giunti
al punto culminante del nostro metodo auto-ipnotico.
Non appena in letto,
spegnete ogni luce e procedete ad un perfetto rilassamento muscolare. La cosa
vi sarà ora assai più facile che durante il giorno.
Quindi assicuratevi la
più profonda calma spirituale, eseguendo dapprima l'esercizio di
concentrazione sull'l (vedi esercizio 16, pag. 12) poi mediante l'eliminazione
di detta cifra (vedi esercizio 27, pagina 18).
Un espediente ausiliare
per acquistare rapidamente la calma necessaria, consiste nell'immaginarsi di
vedere il respiro che esce dalle vostre narici in forma di due colonne di
vapore (come accade durante l'inverno). Voi concentrerete la vostra attenzione
sul punto ideale dove queste due colonne si congiungono, e che immaginerete
sempre più lontano.
Assicuratavi così
la calma più perfetta dello spirito, incominciate l'ipnotizzazione
propriamente detta.
Per ciò, tenendo
gli occhi chiusi, sfregate dolcemente una palma della mano contro l'altra, fino
a tanto che entrambe siano riscaldate.
Ponete allora la palma
della mano destra dietro il capo, sul cervelletto; e la palma della mano
sinistra sulla fronte.
In tale posizione
respirate ritmicamente per lo spazio di 1-3 minuti, concentrando intanto tutte
le vostre facoltà psichiche sulla suggestione fattavi allo stato di
veglia. Questa concentrazione ben compresa deve essere come una previsione di
noi stessi nell'atteggiamento desiderato, o nel possesso di quelle
qualità fisiche o spirituali che hanno formato oggetto
dell'auto-suggestione.
Ripetiamo ancora e sempre:
la suggestione non consiste nel parallelo ragionato tra gli svantaggi della
nostra situazione attuale e i vantaggi della situazione vagheggiata.
Ciò è stato oggetto delle operazioni preliminari da noi
ampiamente descritte nei paragrafi 3, 4, 5 e 6 del presente capitolo. La
suggestione non è neppure la negazione del malessere o del difetto del
quale volete liberarvi. Essa è semplicemente e
puramente la visione chiara, vivificata da una fede profonda e incrollabile
della vostra personalità perfezionata, già fin d'ora in possesso
di tutti quei pregi che avete ambito di possedere o che dovete imaginarvi di possedere a partire da quel momento.
Levate allora le mani dal
capo e sfregate di nuovo le palme. l\>i colla palma destra incominciando dalla
spalla, passate sul lato sinistro del vostro corpo per circa 25 volte. In tal
modo in questa parte del corpo voi polarizzerete il fluido suggestivo che
irradia dal vostro cervello durante l'operazione. Non è necessario
passare fortemente la mano sulle membra. Basterà a tale scopo sfiorare
semplicemente o anche tenersi colla mano alla distanza di un millimetro o due
toccando saltuariamente. L'importante è che la mente non perda la
propria concentrazione durante l'atto materiale.
Sfregate ancora le palme
e, colla palma sinistra, passate sul lato destro del corpo.
Sfregate ancora le palme,
e colle mani incrociate l'una sull'altra passatele sul petto per circa 1-2
minuti.
Sfregate ancora le palme
e, sempre tenendole incrociate, passatele sul ventre, sul pube, sulle gambe,
fin dove giungerete, senza perdere il rilassamento.
In tal modo, a poco a
poco, per mezzo di operazioni successive, voi avrete polarizzato tutto il
vostro essere. L'irradiazione dell'idea, partita da voi, torna in voi e
circola completamente.
NB. - Trattandosi di un
procedimento alquanto complicato bisognerà imparare perfettamente il
meccanismo da sveglio, sino a poterlo poi eseguire in modo automatico.
11. Addormentatevi.
Tutto il frutto dell'auto-ipnotizzazione andrebbe
perduto, se dopo aver eseguito le operazioni descritte l'allievo lasciasse
vagare la propria mente in balìa di altri pensieri.
All'auto-ipnotizzazione
deve seguire immediatamente il son
no.
Perciò, non appena terminata la
polarizzazione del corpo disponetevi nella posizione che vi è più
comoda per dormire e rilassatevi ancora, meglio che potete
Sindi appoggiate il
polpastrello del dito medio della mano destra sul centro della fronte,
nell'infossatura che si trova poco sopra la radice del naso, fra le due
sopracciglia, ed esercitate, senzaperò
esagerare, una pressione energica e ininterrotta sulla scatola cranica, Voi
dovete procurare di addormentarvi in questa posizione. Non appena
addormentati, la pressione del dito cesserà
naturalmente.
Per essere sicuri di addormentarvi
presto concentrate, il pensiero sul segno dell'infinito matematico (vedi pag. 11) od eseguite l'eliminazione
della cifra 1 (vedi pag. 18).
Abbiamo così
spiegato passo passo, colla massima chiarezza di cui fummo capaci, tutto il
procedimento materiale dell'auto-ipnotizzazione.
Noi garantiamo un risultato brillantissimo, superiore ad ogni
aspettativa; ma errerebbe assai e sarebbe totalmente disilluso chi si
accingesse a quest'opera senza aver prima
seguito il
nostro corso d'allenamento o non avesse mediante 1 attenta lettura della parte
teorica acquistata esatta cognizione della serietà intrinseca di tali
pratiche auto-suggestive, che al giudizio superficiale degli scettici e degli
ignari possono sembrare desti-tuite di valore pratico.
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