IPNOTIZZATE VOI STESSI!

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La tecnica dell'auto-ipnotizzazione

NB. - Tutto il procedimento dell'auto-ipnotizzazione, mai stato descritto prima di noi nella sua compiutezza, deve essere scrupolosamente seguito nell'ordine qui stabilito sotto pena d'insuccesso.

A facilitazione del principiante, facciamo precedere un brevis­simo schema della tecnica auto-ipnotica. Tale schema che non sarà compreso da chi non abbia ancor studiato il capitolo e pro­vato a darsi almeno un'auto-ipnotizzazione, servirà all'allievo volonteroso che desideri avere chiara la visione complessiva del proce­dimento, prima d'iniziarne ogni singola parte.

Del resto la cosa sembrerà complicata solo in principio. In se­guito l'allievo non avrà che da gettare un'occhiata sul sommario per ricordarsi automaticamente tutta la tecnica dell'auto-ipnotizzazione. In un tempo ancora più lontano l'allievo potrà auto-ipnotizzarsi senza il soccorso del libro. Sarà bene però rileggere frequen­temente il capitolo colla massima cura e darsi ogni tanto un auto-ipndtizzazione osservando scrupolosamente ogni particolare.

Le auto-ipnotizzazioni devono per regola farsi di sera, prima di coricarsi, nelle condizioni più favorevoli d'isolamento e di silenzio. Sarà bene diminuire l'illuminazione della stanza, riducendosi a una semplice penombra   (p.  es.  mediante una lucernetta a petrolio).

Ecco ora lo schema:

1. Rilassatevi.

2. Respirate integralmente.

3. Volete ipnotizzarvi?

4. Predeterminate il soggetto.

5. Esaminate il soggetto.

6. Colorite il soggetto.

7. Create la formula.

8. Assorbite la formula.

9. Coricatevi.

10. Ipnotizzatevi.

11. Addormentatevi.

1. Rilassatevi.

Incominciate dunque col chiudervi nella vostra stanza, al riparo di ogni rumore e da ogni indiscrezione. Se la luce della stanza è troppo viva, riducete l'intensità della fonte luminosa.

Avendo tutto predisposto (1), sedete in un'ampia poltrona, allentando tutti gli impacci che vi stringono il corpo: busto, vesti, solino, ecc. Fate in guisa che nulla vi incomodi mate­rialmente. Voi dovete dimenticare il vostro corpo, per dare tutta la vostra attenzione allo spirito.

Allora incominciate a passare mentalmente in rassegna le differenti parti del vostro corpo: testa, braccia, tronco, gambe, e le suddivisioni di queste parti:   i gomiti e i polsi,  le dita,

(1) Si dovrà aver sottomano, già pronto, tutto quanto serve all'auto-ipnotizza­zione, come è indicato più innanzi.

le ginocchia, ecc. In ognuna di queste parti, e precisamente ad ogni articolazione, voi risentirete una tensione, come una specie di stiramento che contribuisce a dare rigidità al corpo.

Ora voi dovete allentare, anzi, per dir meglio annullare questa tensione, in modo che il vostro corpo risulti come un ammasso di parti senza alcun legame fra loro. Così le braccia dovranno p. es. ricadere divise nelle loro tre parti: all'omero, al gomito, al polso, come se queste parti non fossero unite tra loro che con un semplice filo di refe. Le vertebre della spina dorsale dovranno snodarsi le une dalle altre; le gambe ricadere pesantemente, le falangi delle dita divenire indipendenti, ecc. Insomma voi non dovete sentire il vostro corpo più teso di quello che non sia il corpo di una marionetta. Solo gli animali e i bambini in tenera età offrono l'esempio naturale di un simile rilassamento: l'uomo adulto, fatto nervoso dalla sua vita artificiale, è sempre teso come una corda vibrante.

Non è possibile giungere di primo acchito a un rilassamento perfetto: voi dovete fare varie prove, e passare in rivista, co­me si disse, le varie parti del vostro corpo, sorvegliando bene affinchè l'una non torni allo stato di tensione mentre rilassate l'altra.

Ma non esiste solo un rilassamento delle parti esterne del corpo. Se esaminate bene voi stessi, osserverete che la lingua, la gola, i polmoni, gli intestini possono essere tesi. Voi dovrete dunque rilassare ogni parte del vostro corpo, finche esso diven­ga simile a quello d'un cadavere, e tale che senza il sostegno della poltrona cadreste pesantemente al suolo.

Ridotti a questo stato di completo rilassamento, voi dovete abbandonare totalmente il pensiero del vostro corpo, annichi­lire in voi ogni sensazione organica, e non pensare che all'eser­cizio successivo:  la respirazione integrale.

2. Respirate integralmente.

Abbiamo già spiegato al paragrafo 20 (pag. 14) che cosa si intende per respirazione integrale e come debba eseguirsi tale esercizio.

Lo scolaro che ha già imparato a respirare integralmente non avrà  dunque che da seguire il nostro precetto.

Prolungate per 2-3 minuti la respirazione integrale fino a renderla meccanica, prima di passare alla fase seguente.

3. Volete ipnotizzarvi?

Una simile domanda può sembrare assai strana all'allievo giunto sin qui. Affrettiamoci dunque a spiegarne il significato importantissimo.

L'atto di volontà, come è stato ripetutamente constatato da distinti fisiologi, presuppone tre condizioni psichiche: 1.° Sapere ciò che si vuole. 2.°La possibilità di ciò che si vuole. 3.° La sincerità e la verità del volere.

Esamiiniamo partitamente ciascuna  condizione.

Sapere ciò che si vuole. - Spesso si crede di sapere ciò che si vuole, senza rendersi conto che l'idea è troppo impre­cisa, fluttuante. In tal caso lo spirito non può fissarsi su un'idea priva di corpo, e il risultato è nullo. Dovremo perciò abituarci a formulare in una frase rappresentativa ciò che vogliamo volere.

Nel nostro caso la formula è semplice:   Voglio ipnotizzarmi!

La possibilità di ciò che si vuole. - Questo secondo fatto­re si comprende facilmente. E' inutile volere una cosa impos­sibile: lo spirito se ne accorgerebbe rifiutandosi di fare uno sforzo che saprebbe già essere inutile.

Circa questo punto, il nostro allievo non può nutrire alcun dubbio. Che sia possibile e che sia facile cadere quasi istan­taneamente in uno stato di auto-ipnotizzazione, mediante la pra­tica del nostro sistema, non è una teoria, ma un fatto provato e sperimentato da centinaia di nostri scolari.

L'allievo non ha quindi che da dire a se stesso: - Sì, posso auto-ipnotizzarmi.

La sincerità e la verità del volere. - Delle tre condizio­ni psichiche dello sforzo di volontà, la sincerità del volere è

quella che più spesso difetta, e si può ben dire che la maggior parte dei casi di cattiva riuscita si deve a questa mancanza di sincerità.

Le cause sono molteplici: anzitutto il dubbio che paralizza, il terrore di uno sforzo che spesso giunge fino a una specie di sofferenza del « dover volere ». Abbiamo poi la classe di coloro che « vorrebbero volere » ma all'ultimo momento si sot­traggono all'atto volitivo, e finalmente la classe degli incoscien­ti che si accontentano del « tentativo di volere », e che cioè sono sinceri nel desiderio di volere, ma non sanno decidersi a volere.

In sostanza l'allievo dovrà proporsi tre problemi successivi:

1.° Voglio ipnotizzarmi! (non fare la tale o tal altra cosa, ma ipnotizzarmi).

2.° Posso ipnotizzarmi? - Sì!  (1).

3.° Mi decido a ipnotizzarmi. (Il trapasso fra le tre fasi
è questo: Sono qui per ipnotizzarmi, e siccome sono certo che
posso ipnotizzarmi, sono fermamente deciso a servirmi di que­
sto mezzo curativo).

4. Predeterminate il soggetto.

Partendo dall'idea generica di ciò che formerà l'oggetto del­la nostra auto-suggestione, noi incomincieremo ad affacciare chiaramente al nostro spirito il proposito che non abbandonere­mo l'esame se non quando ci sembrerà di averlo osservato sotto tutti i suoi aspetti. Questo compito ci sarà stato facilitato dall'osservanza di quanto è esposto nel paragrafo terzo.

Tale proposito, fermamente fissato nel nostro animo, noi chia­miamo predeterminazione, cioè determinazione preventiva che il soggetto sarà esaminato in tutte le sue parti, in tutte le sue pro­prietà, sotto tutti i lati dai quali può presentarsi.

(1) Anzi la domanda non deve neppure sussistere. Lo scolaro dirà addirittura: Posso ipnotizzarmi, e voglio ipnotizzarmi perchè posso farlo.

5. Esaminate il soggetto.

Dopo la predeterminazione, scenderemo all'esame vero e pro­prio del soggetto dell'auto-ipnotizzazione.

Con ciò eoi plasmiamo l'idea pura, o - per servirci del nostro paragone - diamo mano a disegnare la tela che verrà successivamente colorita.

Quasi sempre, chi desidera darsi un'auto-suggestione lo fa per dare a se stesso una qualità di cui è sprovvisto, o togliersi un difetto che lo danneggia. Si può dire anzi che i due casi non ne formano che uno. Si tratta sempre, insomma, di perse­guire un ideale di miglioramento.

Ora l'esame della questione comprende tre punti:

1.° Esame dello stato attuale. - Definizione circostan­ziata del proprio vizio o difetto o debolezza, rafforzata dalla rimemorazione e 'dalla visione chiara del danno che tale stato ci procura.

2° Esame dello stato futuro. - Definizione circostan­ziata della virtù o pregio che vorremmo acquistare, rafforzata dalla previsione dei vantaggi che tale stato ci può procurare.

3.°Analisi di tutti i mezzi che sono in nostro potere per abolire lo stato nocivo e conseguire lo stato desiderabile.

Tale analisi dei mezzi è ciò che gli studi anatomici e pitto­rici sono per l'artista. A costui non basta avere davanti il sog­getto o la tela su cui riprodurlo mediante i colori, ma gli oc­corre una somma di conoscenze che nel nostro caso raffiguriamo nell'esame del soggetto quale noi lo descrivemmo.

Se infatti un inesperto si pone davanti lo stesso soggetto presentato al pittore, egli non vedrà affatto tutto ciò che l'occhio esercitato dell'artista vi scopre. E l'artista perchè vi scopre tanti particolari? Perchè ha una somma di cognizioni provenu­tegli dall'abitudine di esaminare un soggetto pittorico sotto mille aspetti. Così dunque l'esame del soggetto serve per darci i mezzi per giungere alla sua integrazione.

6. Colorite il soggetto.

Affatto diverso è invece il procedimento che dobbiamo seguire in questa terza fase della nostra analisi del soggetto.

Noi dobbiamo ora non più mettere a raffronto lo stato di­fettoso con lo stato che desideriamo; ma, dopo aver cancel­lato completamente dal nostro spirito lo stato difettoso, cosi come ci spoglieremmo di una veste sudicia, presentare unica­mente dinanzi alla nostra mente, all'anima nostra, la qualità desiderata, non in forma statica, ma in forma dinamica; vale a dire, non come una fredda raffigurazione obbiettiva ma come qualche cosa di immedesimato con noi, ravvivando l'imagine colla previsione di tutto ciò che di bello, di buono, di piacevole porta con sé il possesso di tale qualità (1).

Altro punto. Mediante un esercizio di ginnastica psichica che il nostro allievo non troverà difficile, noi dobbiamo progres­sivamente far passare questa visione dallo stato futuro allo sta­to presente, vale a dire - dopo aver cancellato la memoria dello stato difettoso - imaginarci già forniti fin d'ora delle qualità di cui vogliamo ornarci, considerare noi stessi come dei privilegiati possessori di tale ornamento.

Ecco in tal modo il quadro colorito e compiuto.

E' chiaro che la suggestione a questo punto non può più essere che positiva, ad esclusione di ogni forma negativa o anche semplicemente dubitativa.

L'allievo a questo punto, non dirà più per esempio a se stesso :

-     Io non fumerò più; e nemmeno:

-     Io mi propongo di non fumare più; ma solamente dirà:

-     Io non ho mai fumato. Io non sono un fumatore. Io non  ho  il  vizio  di  fumare,  perchè mi è  impossibile  fumare, perchè so che l'astensione dal fumo significa salute, economia ecc.

(1) Rivedere gli esercizi preliminari di eliminazione.

Questo diciamo per spiegare la cosa. Ma in realtà più che una frase, l'allievo arrivato a questo punto non avrà davanti a se che la visione concreta, quasi diremmo un'allucinazione di se stesso, libero dal vizio dannoso, di se stesso che passa im­perterrito davanti agli spacci di tabacco, di se stesso che non accetta la sigaretta offertagli dall'amico, di se stesso pieno della gioia di sentire finalmente la freschezza del proprio alito, di vedere tornato il colore sul proprio viso, di sentire il cuore bat­tere regolarmente in petto, ecc. Ecco la visione dinamica; di­versa come si vede dalla visione statica.

Non giungeremo mai a persuadere sufficientemente l'allievo della necessità di rinfocolare ardentemente la nostra imaginazio­ne, in modo che da essa si sprigionino quasi scintille, vivide imagini di ciò che sarà e ciò che vogliamo debba essere (1).

Quest'arte di creare scene coll'imaginazione, o ideoplastica (Ochorowicz) nell'intento che esse si verifichino nella realtà, venne già considerata da Paracelsius come una magìa vera e propria. La maggior parte di noi - ripetiamolo ancora - de­sidera troppo poco o in guisa così debole che non ne risulta alcun sforzo cosciente. Siamo allora come calamite troppo de­boli per attirare a noi ciò che vogliamo. Bisogna dunque impa­rare a calamitarci fortemente.

7. Create la formula.

Noi possiamo considerare ora l'allievo giunto a un grado di suggestione che si può  definire uno stato d'ipnotismo minore.

Ma noi vogliamo fare di più. Noi vogliamo entrare nella fase ipnotica vera e propria.

Perciò a noi, come all'ipnotizzatore, è necessario ricorrere all'impiego di una formula, di uno schema fisso tale che possa venire facilmente assorbito dalle nostre facoltà psichiche.

Le due regole generali che devono governare la compilazio­ne della formula sono queste:

(1) Vedere Biblioteca Hermes N. 55, L'Educazione della Fantasia.

1.° La formula deve essere affermativa. - Noi non dob­biamo dire per es. : « Non sarò più triste » ma « Sarò di buon umore ».

Anzi non dite neppure « Sarò » ma dite « Sono ». Io sono allegro fin d'ora, fin da questo momento, e non mi ricordo di esser stato in preda all'umor triste. Ed essendo di buon umore, domani trasfonderò il mio buon umore, la mia gioia di vivere in tutte le persone che avranno rapporti con me. Tutto ciò che la gente considera come seccature, non sono che fatti naturali che bisogna scrollarsi di dosso con la stessa semplicità con cui l'anitra giunta alla riva si scrolla dal dosso l'acqua del fossato. Gli avvenimenti avversi non possono toccarmi perchè io so che essi toccano solo le persone di umor nero, mentre io sono di un naturale piacevole; comunicativo, ottimista.

2° La formula deve essere brevissima. Voi dovete infatti concentrare il pensiero su una afferma­zione, per un atto di fede.  Tutto l'atto di fede del popolo cristiano è concentrato in una sola parola:  CREDO.

8. Assorbite la formula.

Stabilita la vostra formula suggestiva, scrivetela su un fo­glio di carta in caratteri d'una larghezza tale che possano essere visti da voi a non meno di un metro di distanza.

Procedete allora così:

Disponete la carta verticalmente sul tavolo davanti al qua­le siete seduti. Il foglio deve stare in posizione verticale me­diante un leggio o coll'aiuto di un libro, di un sostegno d'altro genere. Il foglio deve trovarsi ad un'altezza uguale a quella dei vostri occhi, e a una distanza tale che voi possiate leg­gerlo comodamente stando col capo appoggiato allo schienale della vostra poltrona.

Davanti al foglio disponete allora un bicchiere colmo d'ac­qua o una tazza colma di thè o di camomilla o della bevanda da voi preferita.

Chi è abituato a bere un bicchiere di vino prima di coricarsi, può benissimo adoperare tale bevanda. In ogni modo, pe­rò, la suggestione deve farsi a mente lucida.

Modificate allora la fonte luminosa della stanza in modo che essa vada a cadere colla sua massima intensità sul foglio di carta e sulla superficie liquida, in guisa tale che questa sia luminosa, abbagliante il più possibile. Tutto il resto della ca­mera deve rimanere immerso nell'ombra. Voi stesso dovete esser fuori del cono di luce.

Disposta così ogni cosa, sdraiatevi nella poltrona, chiudete gli occhi, procedete al rilassamento muscolare (v. pag. 20) e iniziate la respirazione ritmica integrale  (v. pag.  14).

Quando vi sentirete in uno stato di perfetto abbandono, di quiete olimpica, quando la vostra respirazione sarà divenuta perfettamente automatica pur rimanendo integrale, aprite gli occhi e fissate intensamente la formula in modo che ogni parola resti impressa profondamente nella vostra mente.

Immediatamente dopo letta la formula o la frase, portate gli occhi sulla superficie liquida e fissatela con tutta l'intensità di cui vi sentite capaci, nutrendo in voi il pensiero che voi pro­iettate nel liquido le vibrazioni del vostro pensiero. Nello stesso tempo voi dovete vedere apparire colla fantasia nella porzione luminosa del liquido l'imagine della vostra persona dotata della qualità o dell'aspetto che desiderate essa abbia  (1).

Dovete vedere veramente voi stessi, come l'Homunculus del mago Dottor Faust, agitarsi, inchinarsi, sorridere, erigersi, as­sumere insomma gli esatti atteggiamenti che voi vorrete avere all'indomani.

Questa visione luminosa non è certo una nostra fantasia:

(1) Se si tratta di una qualità morale raffigurerete voi stessi dotati dell'aspetto corrispondente a tale qualità, in virtù del noto parallelismo tra le qualità dello spirito e l'aspetto fisico.Se vi riesce difficile imaginare il vostro fisico, collocate vicino un vostro ritratto e proiettatelo modificato entro il liquido, colla forza della suggestione.

sono secoli che i libri di magia tedesca parlano di visione nel cristallo  (hellsehen)  (1).

Allora prendete la tazza di liquido e bevetela lentamente, continuamente, coll'idea che le vibrazioni gettatevi dentro dal vostro pensiero, tornano tutte in voi e circolano nel vostro essere.

Perchè l'operazione possa dirsi ben riuscita, voi dovete sentirvi alla fine di essa in uno stato di calma felice, come se il compimento del voto espresso nella formula fosse già avve­nuto fin da quel preciso istante.

Raccomandiamo all'allievo di studiare bene tutto questo pa­ragrafo, di valutarne ogni sua parte. Il successo dipende dal­l'esatta esecuzione, non solo materiale, ma spirituale.

9. Coricatevi.

Farete bene - potendo - se procederete all'assorbimento della formula nella vostra stanza da letto, in modo da dovervi muovere il meno possibile.

Ad ognimodoraccomandiamodinonlasciarvagaretroppo la mente, mentre vi spogliate e vi ponete in letto, ciò che deve essere fatto subito dopo l'assorbimento.

Durante l'atto materiale dello spogliarsi e mettersi a letto, l'allievo non ha bisogno di tener fisso il pensiero sulla sua auto­suggestione. Sarà piuttosto da raccomandare uno stato di inerzia mentale, paragonabile al rilassamento muscolare. L'allievo pro­curi, in una parola, di riposare il proprio cervello, di non pensare a nulla.

(1) Nel cristallo gli antichi Maghi proiettavano non solo la propria imagine, ma anche quella dei loro nemici o delle persone che desideravano aggiogare al loro volere e che, impressionati in tal modo, restavano totalmente in loro balia. L'Istituto Hermes ha potuto anche procurarsi dalla Germania e mettere in vendita palle ipnotiche, dischi ed altri apparecchi d'auto ed etero-suggestione. La guerra pero ha disperso l'Istituto corrispondente di Lipsia. Non ci è stato possibile sinora riavere di tali apparecchi che uno solo, per fortuna il più importante : la Palla Ipnotica (vedere l'Appendice in fondo al volume).

10. Ipnotizzatevi.

Eccoci finalmente giunti al punto culminante del nostro me­todo auto-ipnotico.

Non appena in letto, spegnete ogni luce e procedete ad un perfetto rilassamento muscolare. La cosa vi sarà ora assai più facile che durante il giorno.

Quindi assicuratevi la più profonda calma spirituale, ese­guendo dapprima l'esercizio di concentrazione sull'l (vedi esercizio 16, pag. 12) poi mediante l'eliminazione di detta ci­fra (vedi esercizio 27, pagina 18).

Un espediente ausiliare per acquistare rapidamente la cal­ma necessaria, consiste nell'immaginarsi di vedere il respiro che esce dalle vostre narici in forma di due colonne di vapore (come accade durante l'inverno). Voi concentrerete la vostra attenzione sul punto ideale dove queste due colonne si congiun­gono, e che immaginerete sempre più lontano.

Assicuratavi così la calma più perfetta dello spirito, inco­minciate l'ipnotizzazione propriamente detta.

Per ciò, tenendo gli occhi chiusi, sfregate dolcemente una palma della mano contro l'altra, fino a tanto che entrambe siano riscaldate.

Ponete allora la palma della mano destra dietro il capo, sul cervelletto; e la palma della mano sinistra sulla fronte.

In tale posizione respirate ritmicamente per lo spazio di 1-3 minuti, concentrando intanto tutte le vostre facoltà psichiche sul­la suggestione fattavi allo stato di veglia. Questa concentrazione ben compresa deve essere come una previsione di noi stessi nel­l'atteggiamento desiderato, o nel possesso di quelle qualità fisi­che o spirituali che hanno formato oggetto dell'auto-suggestione.

Ripetiamo ancora e sempre: la suggestione non consiste nel parallelo ragionato tra gli svantaggi della nostra situazione at­tuale e i vantaggi della situazione vagheggiata. Ciò è stato og­getto delle operazioni preliminari da noi ampiamente descritte nei paragrafi 3, 4, 5 e 6 del presente capitolo. La suggestione non è neppure la negazione del malessere o del difetto del quale volete liberarvi. Essa è semplicemente e puramente la visione chiara, vivificata da una fede profonda e incrollabile della vostra personalità perfezionata, già fin d'ora in possesso di tutti quei pregi che avete ambito di possedere o che dovete imaginarvi  di possedere  a partire da quel momento.

Levate allora le mani dal capo e sfregate di nuovo le palme. l\>i colla palma destra incominciando dalla spalla, passate sul lato sinistro del vostro corpo per circa 25 volte. In tal modo in questa parte del corpo voi polarizzerete il fluido suggestivo che irradia dal vostro cervello durante l'operazione. Non è ne­cessario passare fortemente la mano sulle membra. Basterà a tale scopo sfiorare semplicemente o anche tenersi colla mano alla distanza di un millimetro o due toccando saltuariamente. L'importante è che la mente non perda la propria concentrazio­ne durante l'atto materiale.

Sfregate ancora le palme e, colla palma sinistra, passate sul lato destro del corpo.

Sfregate ancora le palme, e colle mani incrociate l'una sul­l'altra passatele sul petto per circa   1-2  minuti.

Sfregate ancora le palme e, sempre tenendole incrociate, pas­satele sul ventre, sul pube, sulle gambe, fin dove giungerete, senza perdere il rilassamento.

In tal modo, a poco a poco, per mezzo di operazioni suc­cessive, voi avrete polarizzato tutto il vostro essere. L'irradiazio­ne dell'idea, partita da voi, torna in voi e circola completa­mente.

NB. - Trattandosi di un procedimento alquanto complicato bisognerà imparare perfettamente il meccanismo da sveglio, sino a poterlo poi eseguire in modo automatico.

11. Addormentatevi.

Tutto il frutto dell'auto-ipnotizzazione andrebbe perduto, se dopo aver eseguito le operazioni descritte l'allievo lasciasse vagare la propria mente in balìa di altri pensieri.

All'auto-ipnotizzazione deve seguire immediatamente il son­
no.

Perciò, non appena terminata la polarizzazione del corpo disponetevi nella posizione che vi è più comoda per dormire e rilassatevi ancora, meglio che potete

Sindi appoggiate il polpastrello del dito medio della mano destra sul centro della fronte, nell'infossatura che si trova poco sopra la radice del naso, fra le due sopracciglia, ed esercitate, senzaperò esagerare, una pressione energica e ininterrotta sulla scatola cranica, Voi dovete procurare di addormentarvi in que­sta posizione. Non appena addormentati, la pressione del dito cesserà naturalmente.

Per essere sicuri di addormentarvi presto  concentrate, il pensiero sul segno dell'infinito matematico   (vedi pag. 11) od ese­guite l'eliminazione della cifra 1   (vedi pag.   18).

Abbiamo così spiegato passo passo, colla massima chiarezza di cui fummo capaci, tutto il procedimento materiale dell'auto-ipnotizzazione.

Noi garantiamo un risultato brillantissimo, superiore ad ogni aspettativa; ma errerebbe assai e sarebbe totalmente di­silluso chi si accingesse a quest'opera senza aver prima seguito il nostro corso d'allenamento o non avesse mediante 1 attenta lettura della parte teorica acquistata esatta cognizione della serietà intrinseca di tali pratiche auto-suggestive, che al giudizio superficiale degli scettici e degli ignari possono sembrare desti-tuite di valore pratico.

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