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Esercizi
preliminari.
NB.- Questi esercizi hanno lo
scopo di allenare l'allievo alfe vera concentrazione ed! agli sforzi volontari,
vale a dire ai due elementi indispensabili del
trattamento auto-ipnotico.
Si raccomanda di studiare
attentamente e note apposte qua e la alla descrizione degli esercizi,
osservando che ciascunadi esse
non si riferisce solo all'esercizio sotto
cui si trova, ma a tutti gli esercizi indistintamente.
1. Flessione
del braccio.
Piegate l'avambraccio sul
braccio sino a toccare la spalla colla mano. Eseguite il movimento lentamente,
controllandolo, vale a dire concentrando tutta la vostra attenzione su quanto
state facendo. Un simile esercizio sarà ben eseguito solo a patto che
durante l'esecuzione la mente del discepolo non si distragga neppure un
attimo. 11 cervello deve dare l'impulso sufficiente al movimento, l'attenzione
seguire questo movimento sino alla
fine.
Quando
avrete imparato ad eseguir bene questo esercizio, ripetetelo progressivamente
per 2, 3, 4, 5 volte. Alternate le braccia; eseguite lo stesso esercizio
piegando la gamba sulla coscia.
IMPORTANTE. - Sul
principio tutti gli esercizi dovranno avere una breve durata, non potendo i non
esercitati sperare in una troppo lunga concentrazione.
2. Il dito.
Sedetevi comodamente,
posate una mano sul ginocchio, tenendola chiusa ad eccezione del dito medio
che allungherete nella direzione della coscia. Alzate ed abbassate allora il
dito lentamente per 10, 15, 20 volte. L'esercizio consiste nel non distaccare
mai la propria attenzione dal dito oscillante e ciò per un tempo sempre
maggiore.
3. L'imbuto.
Sedete, ponete davanti a voi una
bottiglia vuota nel cui collo introdurrete un imbuto di vetro. Nel fondo
dell'imbuto ponete del cotone idrofilo, poi riempite d'acqua l'imbuto. Allora
l'acqua incomincerà a scendere lentamente nella bottiglia filtrando
attraverso il cotone. L'esercizio consiste nell'attaccare la propria
attenzione al livello del liquido che sempre si abbassa. Non dovete distrarvi.
Durante l'esercizio le pupille devono rimanere costantemente fisse sul livello
del liquido, resistendo all'invito delle palpebre che vorrebbero chiudersi.
Se vi accorgete che nel
frattempo l'attenzione si è sviata, o se le pupille si staccano sia pure
per un istante dal liquido, l'esercizio è fallito e tutto è da
rifare.
Non disponendo di un
imbuto di vetro, osserverete anzichè il livello decrescente del liquido
nell'imbuto, il livello crescente nella bottiglia.
Più tardi potrete
riprendere l'esercizio complicandolo collo sforzarvi di non udire il rumore del
liquido scendente. (Vedere più avanti gli esercizi di eliminazione).
4. La
collana.
Procuratevi una collana
d'ambra o di vetro, i cui grani possano scorrere a volontà nel filo che
li rattiene. L'esercizio consiste nel contare i grani della collana facendola
scorrere senza pensare ad altro.
Incominciate a contarne
pochi, poi aumentate il numero gradatamente.
Gli Indiani, ai quali
questo esercizio è famigliare, riescono non di rado a contare molte
migliaia di grani senza menomamente occuparsi di quanto accade intorno a loro
e senza sviare la mente su altri pensieri.
In mancanza di collana,
potete esercitarvi a contare nel modo sopradescritto dei fagioli secchi, delle
nocciole, ecc.
Sedete, incrociate le dita
delle mani e incominciate a girare il pollice destro sul sinistro con moto
isocrono. L'esercizio consiste nel tener fisso il pensiero su quanto state
facendo senza mai sviarlo. Protraete progressivamente la durata dell'esercizio.
6. Pugni
chiusi.
Sedete, allungate sulla tavola
i pugni chiusi. Allora aprite un dito alla volta lentissimamente, tenendo
ben ferma l'attenzione sul moto del vostro dito. Aprirete dapprima una dopo
l'altra le dita di una mano, poi le dita dell'altra mano, poi
contemporaneamente le dita omonime di entrambe le mani: ad es. i due indici, i
due medi, i due anulari, ecc.
Ripetiamo ancora: tanto in
questo come in tutti gli altri, l'esercizio non consiste nell'eseguire il
movimento indicato, ma nel costringere il pensiero a seguire il movimento senza
alcuna interruzione di sorta, in modo da allenare la mente ad una
concentrazione sempre più lunga su un determinato soggetto.
7. Battere
le mani.
Battere le palme l'una
contro l'altra, ritmicamente, durante un tempo sempre più lungo; oppure
contando per un numero di volte sempre maggiore. La mente non deve frattanto
pensare che al movimento eseguito dalle vostre mani.
8. I passi.
Camminate regolarmente per
cinque passi, procurando di avere nel vostro cervello la sensazione precisa che
avanzate il piede destro, poi il sinistro. Riusciti in questo esercizio, sforzatevi
di avere (sempre nel cervello) l'esatta sensazione dell'intera gamba che si
avanza, e più tardi ancora la sensazione di tutto il corpo che si muove.
9. Il tatto.
Prendete un oggetto
qualunque: ad es. una matita, un fermacarte, un orologio. L'esercizio consiste
nel determinare mentalmente la sensazione esatta che il tatto dell'oggetto vi
procura: la sua forma, la sensazione di peso o di calore, di durezza, ecc.
Per semplificare
l'esercizio incominciate a determinare ad una alla volta le sensazioni delle
diverse qualità dell'oggetto esaminato; poi potrete giungere (ma solo
difficilmente e dopo un lungo allenamento) alla determinazione contemporanea e
integrale di tutte le sensazioni di tatto.
Memento. - Non esauritevi nello
sforzo di prolungare eccessivamente un
esercizio. Sul principio, alllorchè un esercizio è stato perfettamente
eseguito per un tempo anche brevissimo, potete chiamarvi soddisfatti.
Più che prolungare la durata per quel giorno, sarà opportuno
passare ad esercizio diverso.
Occorre qui chiarire ciò
che noi intendiamo per esercizio perfettamente eseguito.
Un esercizio è
perfettamente eseguito fino a quando nel cervello non vi è alcuna
soluzione di continuità dell'attenzione. E' quindi evidente che non si può nello stesso tempo
eseguire bene l'esercizio e preoccuparsi se l'esercizio è bene
eseguito. Quando la mente si pone questa domanda, l'esercizio è con
ciò stesso finito. Perciò la domanda « Ho io eseguito beine
questo esercizio? » sarà sempre, e non potrà essere altro che
retrospettiva, vale a dire relativa ad un esercizio già compiuto.
Quindi allorchè vi
mettete all'opera, pensate all'esercizio e non «all'esecuzione
dell'esercizio ».
Il discepolo è
pregato di considerare bene questa frase, giacchè in essa è
racchiuso tutto il segreto della riuscita.
10. La vista.
1. Aprite e richiudete
rapidamente il buffet della vostra stanza da pranzo e descrivete il numero e la
qualità degli oggetti che avete visto.
2. Passate rapidamente
davanti ad una vetrina e fatene l'inventario come sopra.
Nola. - Questo esercizio costituisce non solo un ottimo allenamento alla
concentrazione, ma è anche una eccellente ginnastica della mente.
11. L'udito.
Portate la vostra
attenzione esclusivamente su un rumore scelto fra i molti che colpiscono il
vostro orecchio: per es. il rumore del tramvai che passa, il tic-tac di un
orologio, ecc. Voi dovete concentrarvi al punto da non avere nella vostra mente
che la sensazione di questo rumore: non pensate quindi al tram-vai,
all'orologio, ma al rumore che essi fanno.
12. L'analisi.
Ponete davanti a voi un
oggetto qualunque: un calamaio, un libro, un bicchiere, un vaso. Incominciate a
considerarlo e a descrivere mentalmente a voi stesso questo oggetto, spingendo
l'analisi il più lontano possibile.
Nota. - E' incredibile sino a
qual punto l'analisi attenta d'una cosa possa rivelare dei particolari sfuggiti
a un primo esame sommario.
Un sussidio che si dimostra di
grande efficacia nell'esecuzione di questo esercizio consiste noll'accingersi a
disegnare l'oggetto prescelto. Non si
tratta qui di produrre un lavoro artistico, ma semplicemente descrivere colla matita, raccontare
col disegno un determinato oggetto, nell'intento di spingere
l'analisi fino all'estremo possibile.
Questo era il sistema
preferito dal grande naturalista Arago, il quale soleva dire che la matita
è il migliore degli occhi (1).
13. L'infinito.
Ecco un esercizio che
sembra assai facile, mentre è molto difficile da eseguire correttamente.
Si tratta di tracciare
mentalmente senza discontinuità e per un tempo sempre crescente il segno
matematico dell'infinito simile a un 8 coricato.
Immaginatevi perciò
di vedere questo segno immensamente grande spiccare luminoso su di un fondo
buio. Voi dovete, incominciando da un punto qualunque, seguire la curva
continua, senza mai staccare gli occhi della mente.
(1) Vedere Biblioteca Hermes N.
51, Ginnastica dei Sensi, L. 5.
14. Il
ricordo.
Dopo aver toccato un
oggetto qualunque, abituatevi a conservare l'impressione ricevuta per un tempo
sempre più lungo.
15. Un
punto dato.
Cercate di determinate
mentalmente le sensazioni esatte della vostra mano destra, poi della sinistra,
poi del piede destro, poi del sinistro. Lo stesso farete coi gomiti, i ginocchi,
gli orecchi, le diverse dita, ecc.
Nota. - Per determinare la
sensazione esatta, l'allievo è obbligato a fissare realmente il proprio
pensiero sul punto indicato, senza lasciar vagare la mente. La concentrazione
eseguita a dovere, darà una sensazione particolare che l'allievo
potrà facilmente riconoscere ; qualche volta è un pizzicore,
altre volte un leggiero urto o l'impressione che il sangue si dirige verso il
punto designato.
Potete anche appoggiare un
dito su un punto qualunque e fissare insistentemente il pensiero sul punto
toccato.
16. La
cifra 1.
Si tratta di scrivere e
pronunciare mentalmente la cifra 1 tre volte di seguito senza alcun pensiero
intermedio. Inoltre fra ogni 1 mentalmente scritto e pronunciato deve esistere
un intervallo di riposo variante da
1/2 a un secondo. Esempio:
1
- riposo - 1 - riposo - 1 - riposo.
E' necessario cancellare
completamente la visione mentale di uno durante il riposo.
Allorchè sarete
giunti a far correttamente l'esercizio per 3 volte, aumenterete il numero 4, 5,
6, 7 volte di seguito.
Norme.
- Per eseguire l'esercizio, l'allievo deve sospendere mediante un comando della
volontà ogni lavoro cerebrale, poi scrivere l'1, parlarlo e udirlo
mentalmente nello stesso tempo.
Tutto deve cancellarsi
durante un secondo, poi si ricomincia. Si tratta in sostanza di una
riconcentrazione eseguita parecchie volte di seguito. Occorre osservare che se
il riposo fra gli 1 non esiste, la difficoltà sparisce, ma l'esercizio
non ha alcun valore.
Questo esercizio obbliga
l'allievo a prendere possesso in modo completo del proprio cervello ed è
in ciò che consiste la difficoltà.
Naturalmente
si potrebbe scegliere un altro numero qualunque, oppure un segno, un punto,
ecc.
Per
facilitare l'esatta comprensione dell esercizio noi raccomandiamo di sforzarsi
di raccogliere mentalmente tutte le proprie idee e di fissarle, per così
dire, sull'uno. Vale a dire, lo scolaro pronuncia mentalmente uno, quando
si sente sicuro che tutti i suoi pensieri sono ricondotti a un unico pensiero.
Per
ciò egli può raffigurarsi graficamente l'esercizio,
ìmaginando, per esempio, un cerchio nel quale tutti i raggi (pensieri)
convergono all'1 (1).
17. A
braccio teso.
Stendete il braccio destro
orizzontalmente verso la vostra destra, e voltate parimenti il capo a destra
fissando intensamente la punta delle vostre dita.
Prolungate a mano a mano la durata
dell'esercizio.
Alternate le braccia.
Complicate l'esercizio,
reggendo nella mano un bicchiere colmo d'acqua e fissando intensamente
l'acqua, il cui livello dovrà rimanere più che si può
immobile.
18. Levarsi
- sedersi.
Trovandovi seduto,
alzatevi volontariamente, vale a dire avendo ben chiara nello spirito
l'idea che voi non vi alzate in piedi per un moto meccanico delle vostre gambe,
ma per un comando volontario partito dal cervello, per una deliberazione del
vostro libero arbitrio.
Fate l'esercizio inverso,
sedendovi quando siete alzato.
Complicate l'esercizio
alzandovi a sedere sul letto e coricandovi sul medesimo.
(')
Oli esercizi descritti dovranno essere eseguiti in principio nella solitudine della
propria camera. Poi lo scolaro dovrà abituarsi a farli in mezzo alla
gente, in mezzo al rumore. In tal modo egli aumenterà la
certezza di potersi concentrare quando vuole e dove vuole.
19. L'azione.
Determinate un'azione
dapprima facilissima e brevissima, ed eseguitela avendo ben chiaro il concetto
che ciò accade per un proposito deliberato della vostra volontà.
Potete per es. proporvi di
andare in un'altra stanza senza nessun scopo. Scendere in corte, oppure
infilare il soprabito o avvicinarvi ad uno scaffale e prendere un determinato
libro.
Il compito - ripetiamo
ancora una volta - non consiste nell'eseguire l'azione, ma nell'eseguirla
concentrandovi sopra unicamente il pensiero ad esclusione di ogni pensiero
estraneo.
20. La respirazione integrale.
Si tratta di respirare
ritmicamente, concentrando su questo esercizio tutta l'attenzione di cui gli
esercizi precedenti vi avranno resi capaci.
Ecco come si eseguire
l'esercizio di respirazione integrale da noi raccomandato non solo come una
ottima ginnastica fisica, ma anche per i suoi benefici effetti sullo
spirito (1).
Posizione corretta: testa
alta e mento rientrato; il petto sporgente, le spalle mantenute in basso e
spinte all'indietro, il collo parimenti ben indietro.
Incominciate ad espirare,
esalando dai vostri polmoni tutta l'aria che potete farne uscire. Espellendo
l'aria il più possibile vi preparerete a fare una inspirazione lunga e
completa. Non cominciate mai a riempire i vostri polmoni d'aria pura prima di
averne estratta tutta l'aria viziata.
Nella posizione descritta,
dopo aver vuotato i polmoni, esercitatevi a respirare facendo delle
inspirazioni lunghe, continue e regolari. Voi avrete l'addome rientrante
quando incominciate l'inspirazione ; e inspirando farete sporgere gradatamente
l'addome quindi allargherete il petto avanzando lo sterno.
Esalate l'aria che avete
inspirato, regolarmente e pacatamente: evitate ogni brusco
arresto. Il soffio deve essere mantenuto eguale e uniforme; fate rientrare
gradatamente l'addome a misura che espirate, ma conservate il petto sporgente.
(1)
Vedremo più avanti come la respirazione integrale possa combinarsi con gli
esercizi di concentrazione e di autosuggestione. Vedere il N. 27, Ginnastica respiratoria, L, 5.
Continuate a respirare seguendo le regole precedenti.
Per norma indeclinabile,
l'esercizio va fatto respirando solo dalle narici, sia durante l'inspirazione
che durante l'espirazione.
Il numero di queste
respirazioni integrali e coscienti deve essere aumentato a mano a mano, e si
deve procurare con ogni sforzo di rendere la respirazione completa, spontanea e
istintiva.
21. La
respirazione combinata.
In piedi, nella posizione
corretta già descritta, incominciate a riempire gradatamente i polmoni e
nello stesso tempo innalzate adagio lateralmente le braccia che prima erano
allungate ai fianchi, continuate a inspirare sempre elevando le braccia tese
fino a che i pollici vengano a toccarsi in alto. A tal punto i polmoni dovranno
essere perfettamente riempiti. Allora tornate lentamente alla posizione e
condizione primitiva, emettendo il fiato e abbassando gradatamente le braccia.
22. Concentrazione
sull'idea.
In questo esercizio
l'allievo cercherà di svolgere mentalmente un'idea qualunque, durante un
tempo determinato, sforzandosi di non cadere in alcuna distrazione, vale a dire
arrestando istantaneamente ogni idea estranea al soggetto di cui si occupa.
Il discepolo non
giungerà ad un buon risultato pratico che a poco a poco, dopo numerosi
disappunti. Egli dovrà da principio limitare questo esercizio ad un
tempo assai breve.
Ripetiamo che l'errore
più frequente in cui cadono gli scolari consiste nel domandarsi se la
concentrazione è esatta mentre si fa l'esercizio. Questa constatazione,
quasi involontaria, interrompe naturalmente la concentrazione e la turba.
L'allievo deve convincersi che non sarà realmente concentrato se non a
patto di eseguire l'esercizio colla massima semplicità e libertà
di spirito.
Idea di calma.
L'allievo cercherà
di determinare nel suo cervello una sensazione di calma, di
tranquillità morale e fisica. Come mezzo, evocherà mentalmente
un'idea che implichi per se stessa questo sentimento. Un artista penserà
a un quadro, a un paesaggio particolare; un altro la troverà in un brano
musicale, o in un sentimento di ordine elevato, nella preghiera, ecc.
Ottenuto questo
sentimento, egli cercherà, mediante la volontà, di conservarlo
sempre più a lungo e sempre meglio definito.
Idea d'energia.
Si ottiene collo stesso
sistema, cercando di avere il sentimento della propria forza, ricordando
un'occasione in cui si fu veramente energici.
Il psicastenico
cercherà di concentrarsi sul significato di « energia » e di ciò
che può essere energia. Con un po' di perseveranza, questa idea non
tarderà a definirsi nel cervello.
Idea di controllo.
Questa concentrazione
è la deduzione naturale delle due precedenti. Infatti allorchè
l'allievo riesce ad essere calmo ed energico a suo piacimento, è
perchè può controllarsi. Egli non proverà dunque una
grande difficoltà a comprendere o definire la sensazione di controllo.
Egli deve soltanto
affermare a se stesso che in quel momento egli sta controllandosi.
Quest'affermazione, se vera e ripetuta, svilupperà un poco alla volta il
sentimento esatto di tale facoltà.
Egli dovrà
aumentare ogni giorno più la durata di questo esercizio che - come
vedremo - è la premessa indispensabile dell'auto-ipnotizzazione.
Nota. - L'allievo troverà
una facilità assai maggiore eseguendo
quesiti esercizi di concentrazione sull'idea, mentre eseguisce l'esercizio
di respirazione integrale.
Per far, ciò, egli
dovrà ripetere mentalmente l'afférmazione scelta e concentrarvi
fortemente il pensiero durante il movimento di inspirazione, e rilassare lo spirito
(ohe però non deve vagare o
fissarsi su altre idee) durante
l'espirazione.
Oltre le idee date come
esempio, la concentrazione può farsi su moltissime altre. Lo scolaro
potrà proporsi man mano la concentrazione
sulle idee di quelle qualità mentali di cui prova maggior bisogno.
Così potrà concentrarsi sull'idea di una volontà forte se
è debole, sull'idea di coraggio e di audacia se è timido;
sull'idea di indipendenza morale se è suggestionabile, ecc.
23. La lettura.
Prendete un libro d'una
materia a voi particolarmente ostica e antipatica o a voi completamente
sconosciuta e per la quale non provate alcun interesse. Aprite il libro a
casaccio (1),e incominciate a leggere,
sforzandovi di capire e di prendere interesse a quanto ivi sta scritto, senza
lasciar vagare mai il pensiero. Dapprima vi accontenterete di semplici frasi,
poi leggerete interi paragrafi e capitoli, fino a giungere alla lettura di
tutto un libro.
Potete variare questo
esercizio sforzandovi di interessarvi al discorso di un interlocutore o di un
oratore noioso.
24. Il problema.
Proponete a voi stessi un
problema, una questione da risolvere, un'idea qualunque da svolgere, e
incominciate ad analizzare mentalmente il tema propostovi sotto tutti i suoi
aspetti, in tutte le sue conseguenze e attinenze, a seconda della natura del
soggetto.
La mente non dovrà mai distaccarsi da questo quesito.
Voi potete dare una
progressione all'esercizio, spingendo per es. l'analisi fino a un certo punto,
salvo a riprenderla domani, riepilogando anzitutto le idee del giorno
precedente e sforzandovi di aggiungerne delle altre.
Dapprima questo esercizio
sarà eseguito nelle più
favore-
(1) Purchè, beninteso, non si tratti di un libro di matematica superiore; nel qual caso l'assoluta incomprensibilità
della materia renderebbe vano l'esercizio.
voli condizioni di
tranquillità e d'isolamento; più tardi procurerete di eseguirlo anche in strada o in mezzo al rumore di una conversazione.
25. L'eliminazione.
L'allievo scelga 3, 4, 5
oggetti differenti che collocherà gli uni accanto agli altri su un
foglio di carta bianca, poi, dopo essersi ben reso conto della natura degli
oggetti che ha davanti, ne elimini uno mettendolo da parte. Sarà bene che
in questo momento egli chiuda gli occhi e si sforzi di appurare se realmente
egli ha eliminato anche mentalmente l'oggetto in parola. Questa è la
cosa principale.
Poi farà sparire un
secondo e un terzo oggetto e così di seguito fino a che tutti gli
oggetti siano scomparsi. Se l'operazione è ben riuscita, l'allievo non
avrà mentalmente che la visione di un foglio di carta bianca, senza
alcun oggetto.
Nola. - Questo e i seguenti
esercizi, per quanto possano sembrare puerili, hanno una enorme influenza
sull'arte di scacciare dal cervello un pensiero dominante. Quando l'allievo
giungerà alla pratica dell'auto-ipijotizzazione, vedrà
chiaramente l'importanza di saper eliminare
un pensiero ossessionante che gli impedisce di concentrarsi convenientemente sull'oggetto
dell'auto-ipnotizzazione.
Abitualmente si suol
raccomandare ai malati di idea ossessionante, di pensare ad altro. Questo
procedimento che pare semplice, riesce poi in pratica impossibile a ohi non sia
iniziato alile nostre teorie, giacchè lo sforzo di pensare ad altro non
fa che ribadire l'idea ossessionante. L'allievo dovrà quindi impalare ad
eliminare l'idea, attaccandola, combattendola nella sua essenza.
26. Le cifre.
Scrivere mentalmente due o
tre cifre. Voi dovete ora cancellarle successivamente fino a che neppure una
cifra resti nel cervello.
27. Ancora
la cifra 1.
Dopo esservi concentrati
sulla cifra 1 come è stato spiegato nell'esercizio 16, dovrete arrivare
ad eliminare volontariamente e adagio adagio questa stessa cifra.
Ecco come può procedere
l'allievo:
1.° Egli scriverà
mentalmente la cifra in caratteri sempre più piccoli fino alla
sparizione completa;
2.° Egli può anche
raffigurarsi l'1 che si allontana sempre più diventando impercettibile.
3.° Invece di allontanare
l'1, l'allievo aumenterà progressivamente gli intervalli di riposo che
debbono esistere nella concentrazione. Questo riposo sarà dapprima di 1
secondo, poi di 2, 3, 4 secondi. Resta inteso che negli intervalli l'allievo
deve eliminare ogni idea.
4.° In quest'ultimo
procedimento, dopo una prima concentrazione sull'1, si mette il cervello in
riposo, prolungando questo riposo il più a lungo possibile. Non appena
un pensiero si presenta, tosto lo si allontana con una nuova concentrazione
sull'l, e così via.
28. La mano.
Stendete la mano e
concentrate la vostra mente sul pensiero che essa a poco a poco si chiude. Se
la concentrazione è ben fatta, le dita incomincieranno a flettersi,
dapprima insensibilmente, poi con moto sempre più rapido, fino a che le
loro punte incontrandosi colle palme, finiranno per farvi male.
Eseguite allora la
concentrazione inversa, imaginandovi che la vostra mano a poco a poco si apre.
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