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CAPITOLO IX

Miglioramento delle capacità rievocative

L'autoipnosi può essere un aiuto efficace per apprendere, fissare in mente, rievocare ed esprimere. Il metodo comporta tuttavia alcune limitazioni, ed è quindi importante chiarire cosa ragionevolmente ci si può attendere e cosa non ci si può attendere dallo sviluppo di queste tecniche.

In primo luogo, una delle caratteristiche principali dello stato ipnotico è l'accentuazione senza riserve della suggestione. Le capacità di valutazione e di ragionamento sono inibite; il potere creativo, anche quando appare straordinariamente intensificato, è in genere limitato alle conoscenze e ai concetti già appresi; negli elementi rievocati si possono forse scoprire nuove combinazioni e applicazioni, ma come si verifica da svegli, il vero potere creativo è generalmente condizionato all'acquisizione di elementi nuovi ed unici. Ciò non significa che l'autoipnosi non possa dare risultati positivi al contrario essa può aiutare a fare emergere attitudini e capacità che l'individuo non si era mai reso conto di possedere, e può anche aiutarlo a sviluppare una migliore espressione di queste capacità. L'importante è che conoscenza, attitudine, capacità, o altri eventuali fattori che si vogliono influenzare, siano già presenti: l'autoipnosi può allora facilitare notevolmente la resintesi, la rievocazione e l'espressione di questi fattori.

Lo studente che desideri migliorare il suo sistema di studio e i suoi voti troverà un aiuto straordinario nell'autoipnosi, se la userà opportunamente e se non si aspetterà risultati poco realistici in campi in cui queste tecniche non sono applicabili.

L'autoipnosi dovrebbe essere sviluppata per essere impiegata poi in un futuro lontano e non precisato. Coloro che decidono improvvisamente di svilupparla e « provarla » per l'esame « della settimana prossima » sperimenteranno senz'altro una delusione. E' infatti assolutamente imperativo che l'autoipnosi venga sviluppata senza urgenza di ottenere risultati entro termini fissi. I procedimenti di sviluppo devono essere praticati come attività indipendente fino a che le suggestioni neutre non evochino risposte appropriate. Allora, e soltanto allora, queste tecniche potranno essere applicate allo scopo specifico con una ragionevole probabilità di successo.

Quasi sempre lo studente sperimenterà qualche beneficio non appena le risposte di rilassamento si estenderanno ai periodi di studio e di lezione: se gli si farà presente questo fatto o se egli proverà in proposito un'ansia eccessiva il progresso complessivo sarà inibito.

Una volta sviluppato lo schema, si deve seguire un procedimento logico e sistematico, che può ritenersi diviso in tre fasi distinte: apprendimento, rievocazione, espressione. « Apprendimento » non significa qui solamente assorbimento di conoscenze, ma anche « apprendere come apprendere ».

L'interesse è un fattore molto importante in questa prima fase. Deve esservi un incentivo a studiare ogni singola materia sufficiente a far sorgere e mantenere l'interesse, e, se lo studente nota una mancanza in una o più materie, dovrebbe possibilmente trovare il modo di correggere la situazione. Quando non sia possibile cambiare la natura degli studi, è necessario porre nella massima evidenza il maggior numero possibile di elementi positivi: i valori accademici, il valore associativo a soggetti di maggior interesse, la possibile importanza futura e perfino l'interesse insito nell'ostacolo da superare, e la prospettiva del sollievo di aver finito. Vi sono infiniti modi, sia positivi che negativi, per destare l'interesse, e ognuno di questi può venire intensificato mediante suggestione per autoipnosi. E' necessario impiegare sia la suggestione diretta che la visualizzazione degli aspetti più attraenti.

Un altro fattore di grande importanza è l'attenzione: in questo termine si include tanto la capacità di dedicare tempo ed energia sufficienti allo studio quanto la concentrazione nei periodi di studio e di lezione. Anche in questo caso, suggestioni dirette e visualizzazioni per pochi minuti al giorno possono eliminare la tendenza a procrastinare e obbligare lo studente al programma da lui stesso stabilito per il giorno e la notte seguenti. Gli studenti che hanno seguito questo metodo mi hanno riferito che anche le distrazioni più moleste hanno in tal modo poco o nessun effetto. Alcuni di essi mi hanno detto che tutte queste distrazioni hanno solo l'effetto di farli aderire più strettamente al programma stabilito. Non è affatto insolito, se è stato così suggerito, che i suoni, le attività periferiche e tutti gli stimoli non pertinenti alla materia studiata non solo scompaiono alla percezione durante periodi specificati, ma aumentano effettivamente la capacità di concentrazione.

Il fattore successivo è la comprensione. E' possibile « apprendere » una materia senza comprenderla, e ciò può essere sufficiente per certi argomenti. Elenchi di voci che devono in seguito venire ricordati con poca o nessuna necessità di comprensione, possono venire letti oppure studiati e poi ripetuti più e più volte per mezzo della distorsione temporale durante la trance. Questo facilita l'apprendimento e la memoria, ma non aggiunge assolutamente nulla alla comprensione.

Qualunque grado di significato e di comprensione sia essenziale per la materia studiata, esso deve essere raggiunto con lo studio da svegli. La comprensione facilita di per sé l'apprendimento e la memoria, poiché il condizionamento viene rinforzato da un maggior numero di schemi associativi. Spesso è utile, peraltro, imparare una piccola parte della materia fino a comprenderla, e quindi riesaminarla sotto ipnosi. Un esercizio di segmentazione di questo tipo, rende molto più facile comprendere ogni segmento, e l'intera materia può essere poi riesaminata con maggiore efficacia.

L'apprendimento « mnemonico » richiede in genere una comprensione molto inferiore di quella necessaria all'apprendimento per tentativi successivi (« trial and error »), alla soluzione di problemi e all'acquisizione di particolari abilità.

Per quanto i principi del condizionamento delle risposte si possano applicare ad ognuno di questi tipi di studio, vi sono grandi differenze nel modo in cui le risposte vengono condizionate, e differenze evidenti anche nel modo in cui la materia è ricordata.

Nell'apprendimento mnemonico, ad esempio, di un elenco di nomi, la rievocazione dipende dallo stimolo iniziale che provoca la visualizzazione della prima voce dell'elenco. Questa voce a sua volta diventa lo stimolo che evoca la voce successiva, e così via. La ripetizione è il fattore principale in questo tipo di studio e, se l'elenco è lungo, la tecnica della segmentazione sopra menzionata sarà molto utile. Quando ogni voce dell'elenco diventa un'entità interscambiabile stimolo-risposta, la materia è da considerarsi « appresa » anche se il significato ad essa associato è scarso. Noi tutti conosciamo bene il caso di persone che mentre recitano testi così appresi devono « ricominciare da capo » se si confondono durante la recitazione. Questo ovviamente avviene perchè esse hanno perso il valore di stimolo di una o più voci, e perciò la risposta alla voce successiva non può essere evocata. Per mezzo della ripetizione l'intero elenco diventa sempre maggiormente evocabile come risposta allo stimolo iniziale, parti di esso possono essere « conservate » intatte durante la ricerca della voce perduta, e al suo ritrovamento la continuità è ripresa.

Nel tipo di apprendimento che comporta una soluzione di problemi vi sono generalmente dei procedimenti logici e delle formule da imparare a memoria insieme con i concetti necessari per applicarli ai diversi problemi e alle diverse situazioni. L'esercizio sotto ipnosi aiuterà a imprimere e fissare le « registrazioni » mnemoniche di questo materiale così da facilitarne la rievocazione e da permettere quindi di dedicare più energia mentale all'applicazione di queste nozioni da svegli. E' possibile che alcuni soggetti in stato di trance ipnotica trovino anche nuove applicazioni di questo materiale, quando vi sia sufficiente esperienza a cui paragonare le nozioni appena apprese.

L'apprendimento « trial and error » comporta una situazione in cui lo studente è esposto ad uno svariato numero di schemi di stimolo, e non può dire quale è quello corretto fintantoché non prova uno schema, o una parte di schema alla volta e progredisce attraverso gli schemi disponibili fino ad « indovinare » quello giusto con più frequenza degli altri. Anche questo è uno studio a risposta condizionata. L'istruttore, per esempio, può avere un certo numero di carte su cui sono rappresentati simboli diversi e stabilire arbitrariamente che lo stimolo « corretto » è quello suscitato dal simbolo quando è mostrato allo studente dalla parte destra.

In questo caso non vi è alcuna possibilità per lo studente di risolvere il problema dopo una sola esposizione, e se egli alla prima prova sceglierà la soluzione giusta o « corretta », potrà trattarsi solo di un caso, poiché egli non avrà termini di paragone finché non avrà esaminato esposizioni successive. Dopo un certo numero di esposizioni la risposta corretta allo schema di stimolo « corretto » deve avvenire con una frequenza tale da far emergere questo schema tra le risposte « sbagliate », in modo che lo studente possa riconoscerlo come corretto. Se lo studente dice che lo schema « corretto » è « sbagliato », deve essere avvertito che la sua risposta è errata affinchè apprenda qualcosa dalla esposizione. Se l'esercizio da sveglio è giunto al punto in cui sono state eseguite esposizioni in numero sufficiente e lo studente non è ancora sicuro della risposta corretta, l'esercizio sotto ipnosi potrà essere di aiuto. Questo aiuto, tuttavia, non sarebbe un risultato dell'uso della ragione e della logica, ma sarebbe dovuto all'aumento condizionato causato dalla ripetizione della risposta corretta allo schema di stimolo corretto, cioè dicendogli che lo schema è corretto quando è corretto e che è sbagliato quando è sbagliato, fino a sviluppare un contrasto evidente.

Ci siamo già occupati dell'acquisizione di abilità nel caso della ragazza che si esercita nell'uso delle macchine d'ufficio e in quello della ragazza che usa la distorsione temporale per esercitarsi al pianoforte. Poiché un'abilità implica la coordinazione di stimoli sensoriali, o visualizzazioni, e attività muscolare, è ovvio che l'esercizio della distorsione temporale dovrebbe essere di grande aiuto.

La capacità della visualizzazione di provocare attività nervosa nei gruppi muscolari interessati è un fatto confermato. Anche se l'attività non è che una « miniaturizzazione » di quella che si avrebbe nell'esercizio effettivo, il gran numero di ripetizioni possibili con la distorsione temporale ha un effetto supplementare in intervalli più brevi di tempo reale.

Sotto ipnosi e, in seguito a questa, nell'esercizio da svegli si ha un'inibizione molto inferiore dell'espressione. Sebbene questo fatto sia più pertinente alla discussione che seguirà sulla espressione, è anche importante considerarlo in questa sede, in quanto un miglioramento dell'espressione può essere considerato come una parte dell'apprendimento.

Molte persone usano la visualizzazione durante la trance autoindotta per l'esercizio ripetuto di nozioni acquisite di recente e di abilità parzialmente sviluppate. Fintanto che esse sapranno a cosa vogliono arrivare, al punto di poter includere nelle loro suggestioni il concetto perfezionato, l'esercizio sarà efficace. Dopo l'uso della visualizzazione nella quale si possono sperimentare esecuzioni perfette, l'esercizio da svegli riflette un progresso verso la capacità ideale messa in evidenza nella visualizzazione. Se la persona non ha imparato abbastanza sulla abilità particolare che desidera sviluppare, da sapere cosa costituisce una esecuzione ideale, non può formulare bene le suggestioni appropriate per questo tipo di esercizio.

Lo studio è molto più efficace quando lo studente è ben sveglio e attento che non quando è stanco e insonnolito: potrà percepire campi concettuali più vasti, capire meglio la logica e il significato, prestare più facilmente attenzione.

E' necessario esaminare l'opportunità di modificare le abitudini da svegli in modo da ottenere la massima assimilazione di nozioni, e contemporaneamente suggerire per autoipnosi che queste nuove abitudini saranno facilmente acquisite e radicate.

Il prossimo argomento in discussione è la capacità rievocativa, anch'essa collegata ad altri fattori e da essi dipendente. Nell'apprendimento di concetti complessi la capacità rievocativa ha una grandissima influenza, poiché quanto maggiore è la facilità di rammentare elementi concettuali, tanto maggiore sarà l'energia disponibile per elaborare e costruire i concetti. Benché l'apprendimento, come abbiamo già detto, sia meglio acquisito in stato di completa coscienza, la capacità rievocativa è più efficente negli stati di rilassamento: mentre la tensione e l'ansia grave la inibiscono, la fiducia e il rilassamento la agevolano.

Quando si usa l'autoipnosi per sviluppare la capacità rievocativa, le suggestioni dovrebbero essere anzitutto dirette al rilassaménto in condizioni specifiche, come durante gli esami, e in seguito alla rievocazione di materie semplici e neutre. Lo sviluppo del rilassamento durante i periodi di rievocazione sarà facilitato dalla nozione che la materia è stata imparata e dalla convinzione che potrà essere ricordata senza difficoltà.

Questa asserzione può sembrare ambigua, ma è esatta: quanto più uno studente è fiducioso, tanto più sarà rilassato durante gli esami sia scritti che orali, e quanto più rilassato si sente, tanto più facile gli sarà ricordare. Nelle esercitazioni sotto ipnosi, le suggestioni mnemoniche dovrebbero riguardare una materia neutra, poiché si avrebbe così una minore inibizione dovuta ad ansia eccessiva. Mentre si sviluppa la capacità di rievocare questo tipo di materia, la fiducia dovrebbe aumentare proporzionalmente, in modo da poter rievocare nozioni d'importanza sempre crescente. Ha inizio così un ciclo positivo nel quale ogni fattore contribuisce ad agevolare gli altri fattori.

Infine è essenziale poter esprimere gli elementi rievocati. Lo studente che si irrigidisce durante gli esami scritti e orali avrà grande giovamento esercitandosi idealmente con la distorsione temporale e parlando ad alta voce da sveglio, in privato se necessario, e poi sviluppando gradualmente una maggiore sicurezza parlando ad altre persone in gruppi sempre più numerosi.

I progressi in queste attività avvengono in genere lentamente o in maniera irregolare: si può cioè notare un lieve progresso quasi giornaliero o un progresso più sensazionale nel momento meno previsto. Può sembrare che le suggestioni eseguite per ricordare una materia specifica non abbiano effetto per alcuni giorni, e che in seguito agiscano spontaneamente con frequenza crescente e sotto miglior controllo per quanto riguarda il tempo suggerito per ricordare. Molti studenti riferiscono di aver formulato suggestioni per rievocare la materia di un esame specifico con scarso o nessun successo, col risultato che la materia « saltava loro in testa » uno o due giorni dopo, quando non serviva più. Questi fenomeni si verificano in genere con crescente approssimazione al tempo suggerito, finché finiscono per essere completamente sotto controllo.

Molta gente è venuta a chiedermi aiuto per ricordare informazioni specifiche: nomi, date, combinazioni di casseforti, collocazione di oggetti diversi, ed avvenimenti di vari tipo dimenticati. La percentuale di rievocazioni riuscite, a mia esperienza, è di circa il cinquanta per cento durante la prima seduta, del sessantacinque per cento durante la seconda e del settantacinque-ottanta per cento durante la terza. Da questo punto in poi, a causa di diversi fattori, sembra che ulteriori sforzi siano vani. A volte, tuttavia, coloro che si erano sottoposti a più di tre sedute mi hanno avvertito che l'informazione era loro « venuta in mente » in un tempo successivo.

L'uso dell'autoipnosi per migliorare le capacità mnemoniche associate con propagande pubblicitarie, conferenze, prediche, copioni e recitazione, implica procedimenti uguali a quelli sopra esposti. Un commerciante che desideri superare la tendenza alla procrastinazione, lo può fare con suggestioni giornaliere di seguire il programma preparato per le attività del giorno seguente, e comprendente l'ora in cui comincerà la sua attività, il numero delle visite commerciali, il tipo di propaganda pubblicitaria, ecc. Molti commercianti riferiscono che in questo modo essi non solo rendono di più nelle visite e nelle conversazioni di affari, ma si sentono anche più freschi e sicuri durante la giornata lavorativa e al termine di essa.

Quando la capacità di autoipnosi raggiunge il punto in cui la rigidità del braccio riesce bene da svegli, può essere di aiuto creare un'analogia tra questo fenomeno e la fermezza di proposito necessaria per portare a termine il programma desiderato. Il soggetto dice a se stesso: « Quando il tuo braccio, per suggestione, diventa così rigido che non puoi piegarlo per quanto ti sforzi coscientemente, altrettanto efficace sarà la suggestione che non sarai capace di scostarti dal programma suggerito ».

Un altro tipo di suggestione che aiuta a superare la procrastinazione è quella in cui è implicata qualche azione, come quella ' di prendere un libro. Il soggetto suggerisce soltanto che all'uscita dalla trance egli non potrà resistere all'impulso di prendere un certo libro. Con un poco di esercizio diventerà quasi impossibile resistere a questa suggestione, cioè il soggetto, quando si sarà svegliato, tenterà quanto può di resistere all'impulso di prendere il libro, ma invariabilmente finirà per doverlo prendere. Quando questa suggestione funziona bene, egli può essere sicuro che suggerendo nello stesso modo che dovrà fare otto visite il giorno seguente, troverà la stessa difficoltà a non farle.

Diverse istituzioni di ordine pubblico in tutti gli Stati Uniti usano ora tecniche ipnotiche per ottenere dai testimoni informazioni su dati di fatto e per aiutare le vittime di amnesia a recuperare la memoria. Nel primo caso, il materiale ricordato non è generalmente accettato in tribunale, ma spesso ciò non ha importanza, in quanto la raccolta di informazioni non ammesse dal tribunale può spesso facilitare quella di altri elementi accettabili e che in precedenza non erano noti o disponibili. Bisogna ricordare che non sempre gli elementi rievocati sono pura verità, poiché si può fantasticare o mentire tanto sotto ipnosi quanto da svegli.

Un caso frequente di rievocazione sotto ipnosi è rappresentato da questo tipico episodio. Un uomo d'affari locale si è recentemente rivolto a me perchè io lo aiutassi a ricordare la combinazione della cassaforte a muro che teneva in casa. Egli aveva cambiato la combinazione da poco, e per alcuni giorni l'aveva ricordata senza difficoltà. Un giorno, però, tentò di aprire la cassaforte e, non riuscendovi, realizzò che stava provando con la combinazione vecchia: d'allora in poi egli non era più riuscito a ricordare quella giusta. Aveva registrato la combinazione vecchia scrivendola alla rovescia su un foglietto, ma aveva trascurato di fare lo stesso per la nuova.

Dopo pochi minuti d'induzione aveva raggiunto una trance media, dimostrando di essere un soggetto eccellente per l'ipnosi.

Gli suggerii di « vedere » se stesso mentre componeva la nuova combinazione e servendosene apriva la cassaforte diverse volte. Egli indicò, alzando la mano come avevamo stabilito all'inizio, di aver completato la suggestione. Dopo che lo ebbi svegliato, egli scrisse subito la nuova combinazione, molto soddisfatto della facilità del procedimento. Un po' più tardi, in quello stesso giorno, mi avvertì di essere molto sconcertato perchè la combinazione, sebbene fosse secondo lui sicuramente corretta, non funzionava. Anch'io fui sconcertato dalla faccenda, e combinammo di riprovare insieme il giorno seguente. Il mattino dopo, invece, egli mi fece sapere che durante la notte aveva trovato la soluzione: la combinazione era esatta, ma le cifre, per qualche ragione, erano invertite. Egli si era alzato dal letto per provarla e aveva immediatamente aperto la cassaforte. Questo incidente lo turba ancora, perchè egli è sicuro che la combinazione era come l'aveva ricordata al principio, ma certamente si sbaglia, e probabilmente nella sua rievocazione interferiva un residuo del ragionamento che l'aveva spinto a scrivere alla rovescia la combinazione vecchia. Cose di questo genere succedono abbastanza spesso. A volte sembra di incontrare nei soggetti sottoposti a certe suggestioni una specie di « opposizione ». Una volta mi occupavo di una signora anziana, cercando di aiutarla a ricordare dove aveva nascosto alcune carte. Durante l'induzione notai che ogni volta che suggerivo leggerezza della mano, questa sembrava invece appesantirsi. Usai allora la tecnica della « confusione » di Erickson, nella quale si ripetono un certo numero di suggestioni e poi, come per sbaglio, si invertono alcune di esse. Questo va fatto con particolare accortezza fintanto che il soggetto, senza realizzarlo, impiega la sua stessa resistenza a vantaggio dell'ipnotista.

Dopo aver suggerito che la sua mano destra avrebbe continuato a diventare leggera, la mano sinistra pesante, il corpo più leggero, le gambe più pesanti, e che avrebbe avuto difficoltà a tenere gli occhi fissi sulla mano, le dissi incidentalmente: « La sua mano destra adesso è molto pesante, il suo corpo più leggero, le gambe più pesanti, ecc. ». Alla fine la mano destra scivolò dal bracciolo della poltrona nel suo grembo e i suoi occhi si chiusero mentre essa cadeva in trance. Le suggerii che sarebbe ricaduta facilmente in trance profonda, se lo voleva, e quindi, per vedere cosa sarebbe accaduto, le dissi che una volta svegliata non avrebbe avuto un particolare interesse a ricordare dove aveva nascosto le sue carte. In seguito sembrò che avvenisse proprio così. La signora mi disse che aveva cambiato idea e, uscendo dallo studio, aggiunse come per inciso: « Se per caso ritrovo le mie carte, glielo farò sapere ».

Passati alcuni giorni la cercai per sapere come stava. Mi rispose: « Benissimo, grazie » e poi aggiunse « Oh, a proposito... ho trovato quelle carte che cercavo ».

« Molto interessante », le risposi, « E quando? ».

« Mezz'ora dopo che ero uscita dal suo studio », mi rispose, piuttosto bruscamente. Con tono sorpreso le dissi: « Mi aveva detto che mi avrebbe avvertito se le trovava ». Molto tranquillamente dichiarò: « Immaginavo che lei fosse abbastanza interessato per chiedermelo, prima o poi ».

E, per quanto la riguardava, l'argomento era chiuso.



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